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Terremoto in Venezuela, almeno 589 morti e oltre 51mila dispersi. Tre italiani tra le vittime. Farnesina: “Molte segnalazioni su connazionali”

La presidente Rodriguez aggiorna il conto delle vittime. Ma potrebbero essere numeri drammaticamente inferiori alle reali proporzioni del disastro. Oltre 70mila famiglie senza un tetto. Si mobilitano gli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato: "Nel nostro emisfero, gli interventi salvavita sono di importanza cruciale"
Terremoto in Venezuela, almeno 589 morti e oltre 51mila dispersi. Tre italiani tra le vittime. Farnesina: “Molte segnalazioni su connazionali”
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Sale il numero delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela mercoledì sera. Il conto è salito a 589 vittime e 2.980 feriti, ha dichiarato la presidente ad interim Delcy Rodriguez. Tra i morti accertati anche tre italo-venezuelani. “Salveremo le persone rimaste intrappolate. Stiamo lavorando instancabilmente a questo compito” ha detto, circondata da funzionari governativi e militari, mentre accoglieva l’arrivo delle squadre di soccorso provenienti da tutto il mondo. Rodriguez ha affermato che lo Stato di La Guaira è stato il più duramente colpito dai terremoti, sottolineando che è stato “militarizzato” con le squadre di soccorso che stanno cercando i sopravvissuti e stanno distribuendo cibo e acqua. Il dato precedente era di 235 morti. La cifra è destinata ulteriormente a salire nelle prossime ore considerando il numero enorme di dispersi, oltre 51mila secondo Sky News. La Farnesina ha reso noto di aver ricevuto molte segnalazioni di connazionali che non rispondono al telefono. Nello stato di La Guaira, con le devastazioni maggiori, dalle macerie sono stati estratti vivi un neonato e una donna. Quest’ultima è sopravvissuta sotto i detriti per quasi 36 ore: “Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta così forte che mi sono rotta un dito”, ha racconta in un video trasmesso dalla Bbc.

70mila famiglie senza un tetto, quasi 4 milioni di bambini nelle aree del sisma

In questo momento ci sono oltre 70mila famiglie venezuelane senza un tetto, ha comunicato il ministro dell’Interno, aggiungendo che a La Guaira, lo stato più colpito dal terremoto, sono crollati 100 edifici. Tra le macerie di uno di uno di questi palazzi è stato ritrovato, vivo, un neonato. Secondo le prime ricostruzioni, a mettere in salvo il piccolo sarebbero stati alcuni residenti sopravvissuti al crollo della struttura, portandolo al sicuro prima dell’arrivo delle squadre specializzate nella mattinata di oggi. Il video del salvataggio è diventato subito virale sui social. L’Unicef stima 3,9 milioni di bambini nelle zone colpite dal sisma.

Le aree più danneggiate nello stato di La Guaira sono Caraballeda e Catia La Mar. Mentre le autorità continuano a valutare l’entità dei danni, le segnalazioni indicano che sono state colpite abitazioni, infrastrutture pubbliche e servizi essenziali, con il rischio di nuove scosse di assestamento. La presidente ad interim Rodriguez ha confermato il prossimo arrivo di soccorritori internazionali. Un team della Protezione civile italiana con 40 vigili del fuoco partirà stamattina per Caracas. Dalla Lombardia, nella notte, viaggeranno verso il Venezuela 4 medici e 3 infermieri coordinati da Areu (l’ente Regionale per le emergenze sanitarie), ha annunciato su Facebook il presidente della giunta Attilio Fontana.

Stati Uniti: “Nel nostro emisfero cruciali gli interventi salvavita”

Il governo degli Stati Uniti sta mobilitando risorse immediate. Il sito dell’ambasciata Usa a Caracas ha comunicato l’autorizzazione del presidente Trump a impegnare un significativo aiuto finanziario, a dispiegare squadre di ricerca e soccorso. “La rapida risposta del Dipartimento di Stato sottolinea l’importanza cruciale degli interventi salvavita immediati nelle prime ore successive ai disastri naturali nel nostro emisfero – aggiunge la sede diplomatica – Il Dipartimento sta dispiegando una squadra regionale di intervento per l’assistenza in caso di calamità (DART), che comprende due squadre specializzate di ricerca e soccorso urbano, focalizzate sull’individuazione e il raggiungimento dei sopravvissuti. A Washington, il Dipartimento ha istituito una task force specializzata per coordinare l’assistenza con i partner del settore pubblico e privato, valutare i bisogni sul campo e fornire assistenza ai cittadini americani potenzialmente colpiti”.

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