Il mondo FQ

Jason Arday, il più giovane professore nero di Cambridge, si dimette dopo le accuse di plagio: “Non sono un bugiardo”

Aveva acquisito il titolo nel prestigioso ateneo nel 2023, a soli 37 anni, ed era diventato un simbolo della diversità e dell’inclusività nel mondo accademico. "Da quando sono arrivato è in atto una campagna ben orchestrata e coordinata per estromettermi dal mio incarico" per "ragioni razziali"
Jason Arday, il più giovane professore nero di Cambridge, si dimette dopo le accuse di plagio: “Non sono un bugiardo”
Icona dei commenti Commenti

Il più giovane professore nero nella storia dell’università di Cambridge ha lasciato la sua cattedra di sociologia. Il suo nome è Jason Arday e aveva acquisito il titolo nel prestigioso ateneo nel 2023, a soli 37 anni. La decisione arriva dopo le accuse di plagio ricevute riguardanti la sua tesi di dottorato e i vari titoli accademici. Arday, enfant prodige della sociologia, era diventato un simbolo della diversità e dell’inclusività nel mondo accademico ma a seguito delle critiche è finito nel fuoco di fila di una caccia all’uomo mirata dalla stampa e dai tribuni della destra britannica.

Le accuse nei confronti del lavoro di Arday furono sollevate per la prima volta da Nathan Cofnas, ricercatore statunitense il cui incarico presso un college di Cambridge fu interrotto in seguito alle polemiche suscitate dalle sue opinioni razziste contro le persone nere. Cofnas aveva dichiarato di aver sottoposto la tesi di dottorato di Arday a un software antiplagio, che avrebbe rilevato come “molti passaggi sono stati ripresi con modifiche minime, a volte conservando gli errori di correzione di bozze della fonte originale”.

I fatidici “passaggi ripresi con modifiche minime” erano però stati smentiti da un’indagine della Liverpool John Moores University, che gli conferì il titolo nel 2015. L’università infatti non aveva ravvisato irregolarità, attribuendo le somiglianze testuali a un “errore onesto e ragionevole“. Nonostante ciò, l’ateneo di Cambridge ha aperto una propria indagine interna dopo aver ricevuto “nuove informazioni” su titoli e incarichi onorari attribuiti ad Arday, tra cui alcune docenze temporanee mai confermate dalle università coinvolte.

Il professore ha dichiarato in una lunga intervista concessa al quotidiano britannico Times di assumersi la responsabilità di quegli errori, ma ha aggiunto di “non essere un bugiardo“. Ha spiegato che le parti plagiate nei suoi primi lavori accademici erano dovute al suo autismo e alle sue forti difficoltà nell’apprendimento: si affidava all’imitazione per dare un senso alle informazioni. “Da quando sono arrivato a Cambridge, è in atto una campagna ben orchestrata e coordinata per estromettermi dal mio incarico”, ha dichiarato il professore, che ha inoltre insinuato che si trattasse di una questione “motivata da ragioni razziali” e di essere diventato un “bersaglio” per le critiche alle politiche di diversità, equità e inclusione.

Arday ha lasciato con effetto immediato sia l’incarico di professore di Sociologia dell’educazione presso Cambridge sia quello di membro del Jesus College, uno dei college che compongono il prestigioso ateneo britannico, sottolineando però che la decisione di dimettersi non va “erroneamente interpretata come un’accettazione delle narrazioni circolate sul mio conto” ed è stata presa da una persona che “ha raggiunto il limite di ciò che si può ragionevolmente chiedere a qualcuno di sopportare”.

L’ong Good Law Project, impegnata in una campagna di solidarietà per il docente, ha pubblicato sul proprio sito una dichiarazione di Arday in cui scrive che “le incessanti accuse, speculazioni e polemiche pubbliche hanno avuto un costo profondo” su di lui e sui suoi cari, aggiungendo di aver “concluso che l’unico modo per chiudere questo capitolo fosse quello di farsi da parte“. In sua difesa, oltre a Good Law Project, è intervenuto il leader dei Verdi, Zack Polanski, firmando una petizione a sostegno del professore che ad oggi ha raccolto circa 15.500 firme.

Nel frattempo, la casa editrice Simon & Schuster sta valutando se sospendere la pubblicazione di un libro di memorie in uscita questo mese proprio sulla vita del professore quarantenne, che negli anni ha acquisito molta notorietà nel Regno Unito.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione