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Ultimo aggiornamento: 14:47

Riforma elettorale, Magi espulso dalla Camera per proteste: “È uno schifo, è peggiore della ‘Legge truffa’ del 1953”

Il ‘Melonellum bis’ in Aula per la discussione generale. Il leader di +Europa: "Maggioranza e governo useranno questa legge come un manganello”
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Liste bloccate e fino a cinque pluricandidature. I cittadini si troveranno nella scheda elettorale un elenco di nomi, decine e decine di nomi, che potranno ingoiare e sui cui non potranno fare alcuna scelta”. Riccardo Magi, segretario di +Europa, si presenta alla stampa con un fac-simile della futura scheda elettorale frutto della Legge elettorale, voluta dal centrodestra, che tra due settimana la Camera voterà in prima lettura per poi passare all’esame del Senato.

Magi elenca tutte le criticità del ‘Melonellum’ modificato dal centrodestra durante i lavori in Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio e da qui il nome modificato in ‘bis’. “Accadrà che tutti i nomi stampati sulla scheda saranno eletti per trascinamento – grazie – ad un altro nome che nella scheda non c’è: quello del designato a fare il presidente del Consiglio”. Nome che le liste che si presenteranno alle elezioni dovranno indicare obbligatoriamente, pena la decadenza della lista. “In questo Palazzo – spiega Magi – ci saranno il capo e i suoi, la capa e i suoi, non ci saranno persone elette perché scelte dai cittadini.

“Una Legge che è uno sfregio alla Costituzione. Ho ricordato questa mattina come Almirante si oppose alla ‘legge truffa’ del 1953. Bene questa Legge elettorale è peggiore di quella”.

Poi il segretario di +Europa racconta “l’ultimo sfregio” che riguarda quali partiti, per correre alle prossime elezioni politiche dovranno raccogliere le firme e quali no. “Si è deciso per simpatia politica – e l’accusa di Magi – per cui capita che ‘Noi Moderati’ che alle ultime elezioni ha raccolto lo 0,9% non dovrà raccogliere le firme e +Europa che ha preso il 2,9% dovrà raccogliere le firme per dimostrare di non essere una ‘lista civetta’”. “Noi abbiamo proposto di poter raccogliere le firme con lo SPID ma la ministra Casellati ci ha risposto che c’è il rischio di abusi. Affermazioni bollate da Magi come “vergognose”, sottolineando come “milioni di cittadini ogni giorni fanno gli atti giudiziari, gli atti con l’Agenzia delle entrate, e dialogano con lo SPID con l’INPS e con le ASL senza che vi siano abusi. Gli abusi ci sono – ribatte al ministro per le Riforme del governo Meloni – con la raccolta delle firme cartacea. Hanno repinto la proposta dello SPID e si sono fatti la normetta per gli amici e punire gli oppositori politici. È uno schifo”.

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