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Ondata di calore, nei prossimi giorni temperature in aumento nel Nord Italia. E per gli esperti durerà fino a fine giugno

L'aumento delle temperature è atteso in particolare tra domenica 28 giugno e lunedì 29
Ondata di calore, nei prossimi giorni temperature in aumento nel Nord Italia. E per gli esperti durerà fino a fine giugno
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Chissà che prima o poi – più prima che poi – il termine “ondata di calore” non verrà sostituito con qualcosa di più aderente alla nuova realtà. Sì, perché il fenomeno atmosferico che sta interessando l’Europa meridionale e il Nord Italia durerà più a lungo del previsto: se finora la parte centrale di questa massa di aria calda proveniente dal Nord Africa ha fatto impennare a livelli da record le temperature in Spagna e Francia, nei prossimi giorni potrebbe spostarsi sull’Italia. E si esaurirà, verosimilmente, a fine mese.

A descrivere la situazione è il fisico dell’atmosfera Lorenzo Giovannini, dell’Università di Trento. “Preoccupa che nel medio periodo non si veda la fine di questa ondata calda, potrebbe forse arrivare all’inizio di luglio, ma si prevedono temperature elevate per tutto giugno”, ha detto l’esperto all’Ansa. Il meccanismo che genera le ondate di calore è sempre lo stesso ed è nella massa d’aria calda che risale dal Nord Africa. In questi giorni a spingerla verso l’Europa meridionale è una zona di aria più fresca che si trova sull’Atlantico, al largo del Portogallo, una cosiddetta ‘goccia fredda’: “È un fenomeno che ogni tanto si verifica e che comporta un processo di compensazione”, vale a dire che più la goccia fredda è persistente, più a lungo la massa d’aria calda sarà deviata. La zona centrale di quest’ultima, con la temperatura maggiore, ha toccato Spagna e Francia, ma “nei prossimi giorni si troverà sull’Italia settentrionale, provocando un ulteriore aumento delle temperature atteso in particolare fra domenica 28 giugno e lunedì 29“.

Come tutte le previsioni, prosegue Giovannini. Anche queste hanno un margine di incertezza, soprattutto per quanto riguarda il processo che metterà fine al fenomeno. Le ipotesi sono due: “È possibile che l’anticiclone africano e la goccia fredda sull’Atlantico si esauriscano gradualmente, oppure l’ondata di calore potrebbe essere spazzata via da una perturbazione atlantica“. In questo caso, il contrasto fra l’aria fredda in arrivo e quella molto calda dell’anticiclone potrebbe generare eventi intensi, come forti venti e grandinate.

Se la risalita di aria calda dal Nord Africa è un fenomeno noto, l’elemento nuovo è la sua “crescita lenta e continua, con ondate di calore che diventano sempre più lunghe e intense“. In generale, “stiamo andando incontro a fenomeni meteorologici sempre più persistenti, che si tratti di ondate di calore o di episodi di maltempo”. Se spesso la lunga ondata di calore in corso viene confrontata a quella del 2003, per Giovannini bisogna considerare che “il caldo del 2003 era stato un evento eccezionale, fuori scala rispetto alle temperature medie di quel periodo, ma adesso la situazione è molto diversa perché stiamo vivendo estati molto calde e tutte simili fra loro: è come se vivessimo tante estati 2003″.

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