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Che succede se ci si ammala durante le ferie: come fare per non perdere i giorni di riposo

Per tutelare la retribuzione e vedersi riaccreditare le giornate di vacanza perse, il lavoratore deve seguire una procedura formale e rispettare precise tempistiche
Che succede se ci si ammala durante le ferie: come fare per non perdere i giorni di riposo
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Ammalarsi durante il riposo estivo o invernale non significa perdere i giorni di ferie maturate. La legge italiana e la giurisprudenza della Corte Costituzionale (nello specifico l’articolo 36, terzo comma, della Costituzione Italiana, ribadito dalla Corte Costituzionale con le sentenze n. 616 del 16 dicembre 1987 e n. 297 del 14 giugno 1990) stabiliscono un principio chiaro: le ferie servono al recupero delle energie psicofisiche. Se una patologia o un infortunio impediscono questo recupero, il contatore delle ferie deve fermarsi e lasciare spazio alla malattia. La conversione, tuttavia, non è automatica. Per tutelare la retribuzione e vedersi riaccreditare le giornate di vacanza perse, il lavoratore deve seguire una procedura formale e rispettare precise tempistiche.

Malattia durante le ferie: la procedura passo-passo

Se lo stato di salute si compromette mentre si è già in ferie, i passi da compiere immediatamente sono tre. In primo luogo occorre farsi visitare dal medico. Se ci si trova nel proprio Comune di residenza ci si rivolge al medico di base, mentre se ci si trova in un’altra località italiana è necessario contattare la Guardia Medica (Servizio di Continuità Assistenziale) o un medico convenzionato dell’ASL locale. Il medico redige e invia telematicamente all‘Inps il certificato di malattia, rilasciando al lavoratore il relativo numero di protocollo.

In secondo luogo bisogna avvisare immediatamente il datore di lavoro. La comunicazione al datore di lavoro deve essere tempestiva, poiché la Corte di Cassazione (Sezione Lavoro, sentenza n. 8016 del 6 aprile 2006) ha chiarito che la sospensione delle ferie e la decorrenza della malattia non scattano dalla data di rilascio del certificato, ma dal momento esatto in cui l’azienda riceve la notifica. Un ritardo nell’avviso comporta la perdita delle giornate antecedenti la comunicazione, che continueranno a essere scalate come ferie.

Infine occorre comunicare l’indirizzo di reperibilità. Se ci si ammala in un luogo diverso dalla propria residenza, ad esempio in un albergo o in una casa vacanze, occorre assicurarsi che il medico inserisca nel certificato Inps l’indirizzo esatto in cui si staziona. In alternativa, il nuovo recapito va comunicato tempestivamente sia all’INPS sia all’azienda.

Le regole per le visite fiscali in ferie

La conversione delle ferie in malattia attiva le normali regole sui controlli dello stato di salute. Il lavoratore ha l’obbligo di farsi trovare presente all’indirizzo indicato per la visita fiscale del medico Inps nelle specifiche fasce orarie previste dalla legge, valide tutti i giorni compresi sabati, domeniche e festivi.

Per i dipendenti privati le fasce di reperibilità vanno dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, mentre per i dipendenti pubblici vanno dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. L’assenza ingiustificata alla visita fiscale comporta la perdita del trattamento economico di malattia e possibili sanzioni disciplinari.

Tutte le malattie interrompono le ferie?

Un semplice disturbo non determina lo stop delle ferie. La patologia deve possedere un livello di gravità tale da pregiudicare la funzione di riposo. Interrompono le ferie gli eventi acuti come febbre alta, traumi, fratture, ricoveri ospedalieri, coliche o patologie che impongono l’immobilità a letto. Al contrario, non interrompono le ferie le indisposizioni lievi o i disturbi localizzati di breve entità che non precludono il godimento della vacanza, come lievi cefalee o piccoli eritemi.

L’azienda conserva il diritto di contestare la sospensione delle ferie richiedendo una visita fiscale per verificare l’effettiva incompatibilità della malattia con lo stato di riposo. I singoli Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) possono inoltre prevedere clausole specifiche: in alcuni settori, ad esempio, la sospensione delle ferie è subordinata a un minimo di 3 giorni di prognosi o al ricovero ospedaliero.

Cosa fare se ci si ammala all’estero

La tutela del lavoratore vale anche al di fuori dei confini nazionali, ma le modalità cambiano in base alla destinazione. Se ci si ammala in uno Stato membro dell’Unione Europea o in un Paese che ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con l’Italia, è sufficiente farsi rilasciare la certificazione da una struttura sanitaria o da un medico locale e trasmetterla entro 2 giorni sia all’Inps sia al datore di lavoro.

Se invece l’evento si verifica in un Paese extra-Ue non convenzionato, la certificazione medica rilasciata sul posto deve essere legalizzata o confermata dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana presente sul territorio (Ambasciata o Consolato). In questi casi è necessaria la traduzione in lingua italiana del certificato prima dell’invio ai datori di lavoro e all’Inps.

Gli altri casi: prima delle ferie o al rientro

Le regole variano a seconda del momento in cui si manifesta l’incapacità lavorativa. Nel caso di malattia insorta prima delle ferie, se il certificato viene emesso prima dell’inizio del periodo programmato, le ferie non cominciano affatto. Il dipendente entra direttamente in regime di malattia e le ferie verranno fruite al termine dello stato morboso o riprogrammate.

Ammalarsi al termine del periodo di vacanza attaccando la malattia al rientro è una facoltà pienamente legittima. Tuttavia, trattandosi di una casistica statisticamente attenzionata dagli organi di controllo, aumenta la probabilità di un controllo fiscale immediato fin dal primo giorno di assenza.

Come si recuperano i giorni persi

I giorni coperti dal certificato medico vengono riaccreditati nel monte ferie del lavoratore. La gestione del recupero dipende dalla tipologia di ferie spettanti.

In caso di ferie aziendali collettive, ad esempio durante la chiusura estiva dello stabilimento, i giorni non goduti a causa della malattia dovranno essere fruiti in un secondo momento, previo accordo con la direzione aziendale. In caso di ferie individuali, al termine della malattia non è possibile estendere arbitrariamente il soggiorno in vacanza: il rientro o il prolungamento del periodo d’assenza a titolo di ferie deve essere espressamente autorizzato dal datore di lavoro in base alle esigenze organizzative.

Infine occorre considerare un dettaglio contabile fondamentale: durante il periodo di assenza per malattia, il lavoratore continua a maturare regolarmente i ratei di ferie e permessi, esattamente come nelle giornate di normale attività lavorativa.

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