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La Spagna conferma lo stop a Schengen fino al 7 settembre. Le storie degli italiani controllati in porti e aeroporti: “Un salto indietro di 30 anni”

Controlli a campione sul 5-15% dei passeggeri. Le verifiche dei documenti hanno riguardato 199 persone originarie di Paesi terzi e in arrivo dalla Penisola a bordo di 12 voli. Secondo El Pais, identificazioni per i voli da Roma. I connazionali: "Sbarcare con i documenti in mano, situazione strana. Speriamo finisca presto"
La Spagna conferma lo stop a Schengen fino al 7 settembre. Le storie degli italiani controllati in porti e aeroporti: “Un salto indietro di 30 anni”
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I controlli sono scattati nei porti e negli aeroporti spagnoli, dalla mezzanotte del sette agosto, per i viaggiatori provenienti dall’Italia. Un salto all’indietro di 31 anni, fino al 1995, quando gli europei conquistarono il diritto di viaggiare nel Vecchio Continente senza controlli alla frontiera, grazie agli accordi di Schengen. La mossa di ripristinare le verifiche era stata annunciata dal governo Sanchez, in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta. Non si segnalano file o disagi particolari per i connazionali (i controlli a campione vengono effettuati sul 5-15% dei passeggeri), ma la Farnesina ha rafforzato l’assistenza consolare. I controlli, a meno di novità, resteranno in vigore fino al 7 settembre. Mentre l’Ue cerca di mediare tra Spagna e Italia, il decreto del ministero degli Interni di Madrid è stato pubblicato nella Gazzetta della Repubblica spagnolo. Il provvedimento accusa l’Italia di “carenze” nell’applicazione delle nuove norme europee sul diritto d’asilo.

Le storie dei passeggeri: “Molto strano, spero che questa situazione finisca al più presto”

“E’ stato molto strano: già sull’aereo le hostess ci hanno detto che non potevamo scendere a terra senza mostrare i documenti alla Polizia. Gli agenti poi non ci hanno controllato il passaporto, hanno solo visto che lo avessimo in mano, in modo che potessimo entrare nel Paese”. E’ il racconto di una passeggera italiana sbarcata con il primo volo da Roma, più disorientata che infastidita, rilasciata alla tv pubblica spagnola. Un tuffo nell’era pre-Shengen.

I controlli riguardano i passeggeri dei voli aerei, navi e traghetti provenienti dall’Italia. Nel primo giorno, secondo dati ufficiali, le verifiche dei documenti hanno riguardato 199 persone originarie di Paesi terzi e in arrivo dall’Italia a bordo di 12 voli. Ad ora nessuna fila e nessun disagio, neppure per i 250 voli di ieri, 64 solo nello scalo di Madrid Barajas. Di fatto i passeggeri hanno solo mostrato i propri documenti all’uscita dell’aereo, nel finger, o in alternativa, direttamente sulla pista, appena scesi dalle scalette.

Tra loro Giovanni che sabato 8 agosto si è imbarcato a Roma su un aereo diretto a El Prat di Barcellona. “All’arrivo, la polizia ci ha divisi in due gruppi. Hanno chiesto i documenti agli italiani. Spero che questa situazione finisca al più presto”, ha ammesso, un po’ infastidito. Jorge Villoslada è spagnolo. Viaggia spesso e ieri è partito da Roma diretto a Barcellona. “È successa una cosa molto strana. All’arrivo, la Polizia ci ha chiesto cosa ci facessimo in Spagna. Ho mostrato loro il mio documento d’identità e mi hanno lasciato andare. Chi non aveva documenti spagnoli è stato portato in una stanza per essere identificato”, racconta.

In altri casi invece, i controlli sono stati molto più random. Il quotidiano El Pais riferisce che sempre a Barcellona, i passeggeri di diversi voli provenienti da città italiane, eccetto Roma, sono sbarcati senza praticamente dover mostrare alcun documento. Lidia è di Modena, è atterrata nella città Catalana a bordo di un volo partito da Bologna. “Quando siamo arrivati allo scalo di El Prat, non abbiamo incontrato alcun controllo”. Nicoletta è di Torino ed era sullo stesso volo. “Siamo arrivate con i documenti in mano, ma nessuno ci ha chiesto nulla”. Le identificazioni vere e proprie si sono concentrate solo su chi era a bordo di un volo dall’Italia ma che proveniva da un Paese extra-comunitario. E inevitabilmente questo tipo di controlli più approfonditi si sono concentrati sui voli provenienti da Roma.

Il decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta di Madrid: “Carenze dell’Italia nell’applicazione delle nuove norme europee sul diritto d’asilo”

“La misura sarà oggetto di continue valutazioni e verrà revocata prima della data prevista quando verranno meno le minacce che ne hanno motivato l’adozione”, ha precisato il ministero, sottolineando che non ci potrà essere una proroga automatica. Il decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta di Madrid indica la causa ufficiale del ripristino dei controlli alla frontiera: cioè la “pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale”. Secondo il governo spagnolo, il provvedimento “è conforme ai principi di necessità ed efficacia”, per limitare i rischi derivanti “dalle carenze nell’applicazione da parte della Repubblica italiana delle nuove norme europee sulla responsabilità in materia di asilo”.

L’Ue intanto cerca di mediare. Contatti tra il commissario Brunner e i ministri dell’Interno di Roma e Madrid: “Entrambi confermano che i controlli alle frontiere sono temporanei. Ho sottolineato che la fiducia tra Stati membri è la nostra risorsa più preziosa”.

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