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“Una notte intera a vomitare, per terra”. “Più di 10 atleti malati, alcuni in ospedale”: Setubal come la Senna, Taddeucci e Paltrinieri furiosi contro World Aquatics

I due campioni azzurri del nuoto hanno denunciato la qualità scadente delle acque nell’ultima tappa della Coppa del Mondo in Portogallo. Due anni dopo le Olimpiadi di Parigi, la tutela degli atleti ancora non è la priorità. Anzi, questa estate gli Europei si terranno proprio nel fiume di Parigi
“Una notte intera a vomitare, per terra”. “Più di 10 atleti malati, alcuni in ospedale”: Setubal come la Senna, Taddeucci e Paltrinieri furiosi contro World Aquatics
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Sono passati meno di due anni dalle Olimpiadi di Parigi, ma sembra non essere cambiato nulla: oltre dieci nuotatori si sono ammalati e alcuni sono stati ricoverati in ospedale dopo l’ultima tappa della Coppa del Mondo di World Aquatics che si è tenuta a Setubal, in Portogallo. Tra le atlete colpite anche la campionessa azzurra Ginevra Taddeucci, che con una storia su Instagram ha denunciato il suo incubo: “Una notte intera a vomitare, sdraiata per terra!”. Anche Gregorio Paltrinieri si è fatto sentire sui social, mostrando tutta la sua rabbia contro la federazione internazionale di nuoto: “La qualità dell’acqua è un problema, la temperatura dell’acqua è un problema, e non cambia mai davvero niente“. Per il nuoto in acque libere è come vivere un déjà vu.

Sembrano le stesse scene e le stesse parole di due anni fa, quando le gare dei Giochi parigini si svolsero nella Senna, il fiume della capitale francese. Fu uno dei grandi flop delle Olimpiadi di Macron: gare rinviate per le acque troppo inquinate, atleti che si sono sentiti male e altri che hanno vomitato dopo l’arrivo. Un’esperienza che già all’epoca Paltrinieri raccontò come un incubo: “Non si vedeva niente, l’acqua era nera. Avevo paura”. Le proteste degli atleti però non si sono tradotte in un maggiore garanzie sulla qualità delle acque in cui si svolgono le gare. Almendo stando a quanto è accaduto a Setubal.

Dopo le prove di fondo, molti atleti hanno accusato malesseri, soprattutto gastrointestinali. “Più di 10 atleti malati, alcuni in ospedale“, ha scritto in una storia su Instagram Paltrinieri, 5 medaglie olimpiche e 6 titoli mondiali. Tra chi ha avuto la peggio anche la sua collega Taddeucci, un bronzo olimpico e sei medaglie ai Mondiali. La 29enne fiorentina ha raccontato la sua notte terribile e anche lei si è rivolta direttamente a World Aquatics: “Stiamo affrontando problemi di scarsa qualità dell’acqua nelle competizioni da anni. Dov’è la protezione per gli atleti?”

Non solo gli italiani si sono lamentati. Anche un altro oro olimpico, il tedesco Florian Wellbrock, ha denunciato evidenti problemi di sicurezza: “L’acqua poteva sembrare buona, ma avete notato quante donne si sono sentite male dopo la gara? Forse è ora di riconsiderare le location degli eventi e prestare maggiore attenzione alla qualità dell’acqua”. Il tema è proprio questo. Ufficialmente, World Aquatics stabilisce dei livelli massimi di Escherichia coli ed enterococchi, oltre i quali – in teoria – non si possono svolgere le gare. A Parigi però i rilevamenti fatti lungo la Senna variavano anche nel giro di poche ore e a distanza di qualche centinaio di metri, restando sempre vicini ai limiti.

In questi casi, come si fa a garantire che nel momento della gara il livello di inquinamento sia “accettabile“? E questi paletti fissati dalla federazione sono ancora oggi sufficienti? L’emergenza climatica sta impattando duramente anche sullo sport, compreso il nuoto in acque libere. Mari, laghi e fiumi sono sempre più caldi e sempre più inquinati. Gli atleti chiedono che vengano prese delle contromisure. Invece, sembra quasi che World Aquatics voglia sfidare la sorte: i prossimi Europei di nuoto di fondo, in programma dal 4 all’8 agosto 2026, si svolgeranno proprio nella Senna.

Va detto però che dopo la lezione di Parigi 2024 almeno qualche contromisura è stata presa. Le gare infatti non si terranno nel tratto di fiume del centro parigino, ma nella zona di Grenelle, nel XV arrondissement. Un tratto più a valle, in cui in teoria sarà più facile garantire la balneabilità. Questa parte della Senna infatti sarà aperta al pubblico proprio questa estate. Restano però molti dubbi: è davvero il caso di fare nuotare degli atleti per km e km dentro a fiumi soggetto a elevate variazioni dei livelli batteriologici? Non sarebbe meglio puntare a ridurre il rischio, cercando delle location più idonee? Dopo quanto successo a Setubal, gli atleti sembrano aver perso definitivamente la pazienza: la loro protesta contro World Aquatics è appena cominciata.

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