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Ultimo aggiornamento: 9:28

“Finanziamento pubblico ai giornali? Una porcheria, va azzerato”: Di Battista e le ragioni del referendum abrogativo

Le parole dell'ex deputato del M5s alla Paper Fest di Carrara
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Per me è una porcheria“. A margine di Paper Fest, a Carrara, Alessandro Di Battista torna sulla sua raccolta firme per la proposta di un referendum abrogativo del finanziamento pubblico ai giornali. Racconta di essersi avvicinato al Fatto Quotidiano, da lettore, proprio per quella scelta originaria: rifiutare i contributi pubblici all’editoria.

Di Battista cita il racconto della guerra a Gaza e dei rapporti tra Meloni e Trump come esempi di un sistema mediatico servile e conservatore dello status quo, a suo modo di vedere, anche a causa dei finanziamenti pubblici all’editoria, teoricamente destinati alle testate che si rivolgono a minoranze linguistiche e a quelle formalmente possedute da cooperative di giornalisti o organizzazioni non profit. A oggi, questo sostegno ai giornali viene assegnato senza nessuna garanzia sulla qualità di quello che dovrebbe essere un servizio pubblico, generando una sorta di concorrenza sleale. Su possibili correzioni all’attuale regolamentazione dei fondi pubblici alla stampa, l’ex deputato M5s è netto: “In questo momento l’unico modo per correggere è piallare. Abolire. Azzerare tutto il sistema”. Solo dopo, aggiunge, si potrà discutere di come sostenere davvero “progetti editoriali innovativi”, giovani, liberi da partiti e interessi politici.

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