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Regno Unito, Keir Starmer verso le dimissioni: l’addio possibile già lunedì. Andy Burnham pronto a sostituirlo alla guida dei Labour

Il primo a confermare che per l'addio è solo questione di ore è il ministro delle Attività Produttive, Peter Kyle. Anche la ministra degli Esteri, Yvette Cooper, ha chiesto a Starmer di lasciare l'incarico, così come la ministra dei trasporti, Heidi Alexander, la ministra degli Interni, Shabana Mahmood, e il segretario all’Energia, Ed Miliband
Regno Unito, Keir Starmer verso le dimissioni: l’addio possibile già lunedì. Andy Burnham pronto a sostituirlo alla guida dei Labour
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Sono le ultime ore di Keir Starmer a Downing Street. Troppo netta la vittoria alle suppletive a Makerfield del suo sfidante per la guida dei Labour, Andy Burnham, che si è tradotta nell’ennesima richiesta di dimissioni da parte del premier. Opposizioni e, soprattutto, alleati sono in attesa di una sua mossa che risparmierebbe al popolo laburista uno scontro interno al partito. E di avvertimenti ne sono già arrivati da parte anche dei suoi ministri.

Il primo a confermare che per le dimissioni sia solo questione di ore è il ministro delle Attività Produttive, Peter Kyle, considerato un fedelissimo del primo ministro, con l’addio alla guida del partito e del governo che dovrebbe concretizzarsi già lunedì. Starmer “sta riflettendo” sulle nuove “realtà politiche” venutesi a creare nel Paese, ha detto Kyle in un’intervista alla Bbc. Secondo Sky News, anche la ministra degli Esteri, Yvette Cooper, ha chiesto a Starmer di lasciare l’incarico, così come la ministra dei Trasporti, Heidi Alexander, la ministra degli Interni, Shabana Mahmood, e il segretario all’Energia, Ed Miliband.

Il primo ministro sta riflettendo lontano da Londra. Si è preso un weekend di riflessione insieme alla moglie Victoria nella residenza ufficiale di campagna di Chequers, confrontandosi con compagni di partito e di governo. E tutti gli hanno ripetuto la stessa cosa: è l’ora di lasciare. Troppo pesano le promesse fatte in campagna elettorale e non mantenute, il crollo storico dei consensi con conseguente debacle alle ultime amministrative e, infine, lo scandalo della nomina dell’ambasciatore britannico a Washington, Peter Mandelson, coinvolto negli Epstein Files. Il partito, oggi, ha bisogno di un nuovo leader capace di arginare l’ascesa di Reform Uk, il partito populista di Nigel Farage. E non è certo Keir Starmer a poter ricoprire l’incarico.

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