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Perché la Ferrari si lasciò scappare Antonelli: la verità spiegata da Arrivabene. “Anche oggi non sarebbe così semplice metterlo sotto contratto”

L'esplosione definitiva del 19enne bolognese, cresciuto a pochi km da Maranello, aumenta i rimpianti dei tifosi della Rossa. Il racconto dell'ex team principal
Perché la Ferrari si lasciò scappare Antonelli: la verità spiegata da Arrivabene. “Anche oggi non sarebbe così semplice metterlo sotto contratto”
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Andrea Kimi Antonelli continua a far sognare l’Italia. La quinta vittoria consecutiva in Formula 1, conquistata nel Gran Premio di Monaco, ha definitivamente consacrato il 19enne bolognese tra le stelle dello sport mondiale. E mentre la Mercedes si gode il talento che ha coltivato fin dall’infanzia, torna inevitabilmente una domanda tra i tifosi della Ferrari: come è stato possibile che un pilota cresciuto a pochi chilometri da Maranello non sia finito in rosso? A fornire una risposta è stato Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari negli anni in cui Antonelli muoveva i primi passi nel motorsport. In un’intervista al Quotidiano Nazionale, l’ex dirigente ha spiegato perché la Scuderia non riuscì ad agganciare quello che oggi è considerato uno dei talenti più puri della sua generazione.

“La Ferrari non aveva ancora la struttura per ragazzi così giovani”

Arrivabene ha spiegato qual era il contesto dell’epoca: “Nel mio ultimo anno in Ferrari, il 2018, Antonelli aveva 10-11 anni, in quel periodo la Ferrari non aveva ancora la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani. Parlo non da team principal, ma in riferimento all’azienda. Poi le cose in Ferrari sono un pochino più complicate di altre squadre. Bisogna capire il contesto“. Mentre a Maranello mancavano gli strumenti per investire su un bambino di quell’età, la Mercedes aveva già individuato in Antonelli un potenziale campione, decidendo di accompagnarne la crescita sportiva fin dai kart. Una scelta che oggi sta dando risultati straordinari. Ma secondo Arrivabene per la Ferrari è tutto più difficile: “Anche oggi non sarebbe così semplice mettere sotto contratto un ragazzino di talento di 11 anni come è ad esempio il figlio di Kimi Raikkonen, Robin”, ha sottolineato.

Il precedente Leclerc e il paragone con Antonelli

Nel racconto di Arrivabene emerge anche un altro aspetto: nel 2018 la Ferrari era concentrata sull’inserimento di Charles Leclerc in Formula 1. Un percorso che, a quanto pare, non fu privo di ostacoli interni.“In più nel 2018 noi eravamo impegnati a portare Leclerc in macchina e anche lì è stata dura, non tutti erano d’accordo. Qualcuno pensava che Charles fosse troppo giovane per la Rossa”, ha svelato l’ex team principal.

“Comunque – ha concluso Arrivabene- proprio perché ha 19 anni ed è fortissimo, secondo me Antonelli avrà tutto il tempo di portarci a casa il titolo iridato anche seduto su una Ferrari”. Parole che lasciano aperta una porta sul futuro. Per ora Antonelli è il simbolo della rinascita italiana in Formula 1 e il leader di una Mercedes che ha creduto in lui quando era soltanto un ragazzino.

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