Antonelli in paradiso, Leclerc all’inferno: le due facce di un Gran Premio di Monaco tra i più folli di sempre
Fermatelo, questo Andrea Kimi Antonelli. Se anche sulla pista di Montecarlo domina come il suo idolo Ayrton Senna fece per sei volte tra 1987 e 1993 (nessuno come il brasiliano nel Principato), allora nulla sembra poterlo bloccare. Il 19enne della Stella si è preso un successo senza storie, viaggiando sempre sul filo dell’1’16” basso e umiliando così tutti i rivali, difendendo la posizione nel finale alla ripartenza dopo il botto della Ferrari di Charles Leclerc. Un fenomeno, il bolognese, che quando si trova davanti non molla più la vetta e, con ritmi spaventosi, riesce a fare il vuoto (vedasi Giappone o Miami, ad esempio). Una conduzione di gara che ha ricordato molto quella di Senna nel 1988, ma con un finale diverso: se Kimi si è permesso pure di doppiare il rivale ai box George Russell (Senna lo stava per fare su Alain Prost), non si è ritirato come Ayrton al Portier (per un errore del brasiliano) prendendosi senza storie la quinta vittoria di fila. Lo ha fatto con il 12, suo numero in F1, lo stesso che il brasiliano aveva nella prima vittoria con la McLaren a Montecarlo.
E così, Kimi vince su una pista che alla vigilia non era nelle caratteristiche di Mercedes e scappa sempre di più nel Mondiale. Gli altri invece sono costretti a guardare: prima della Safety Car per il botto di Lance Stroll, il bolognese contava 29 secondi su Lewis Hamilton (2°), poi nel finale ha dovuto ricostruire la gara. Dietro di lui l’inglese della Ferrari, rimasto davanti a Charles Leclerc (out) nonostante la penalità di 5 secondi — per eccesso di velocità in pit-lane —, fatta scontare dal team nella doppia sosta effettuata dopo l’ingresso nel finale della Safety Car per il ritiro di Stroll. L’inglese, che aveva un gap ridotto su Charles, avrebbe chiuso alle spalle del monegasco, infuriato con il team per la scelta della doppia sosta quando avrebbe voluto rimanere fuori. Poi, però, tra la pressione e un problema ai freni, il pilota di casa è finito contro il muro della Rascasse alla ripartenza, per un problema ai freni, ed è stato costretto al ritiro. Un’altra gara-no la sua quella nel suo Principato: fatta eccezione per la vittoria del 2024, per lui è sempre andata come mai avrebbe voluto, tra errori e sfortuna.
Ora Charles è così dietro a Hamilton, che era lontano tre punti dopo il Canada e ora è davanti in classifica Piloti, persino al secondo posto dopo aver superato anche George Russell (oggi 14°). Possibile che il monegasco sia stato danneggiato dai detriti lasciati dalle gomme, finite sulle sue dopo essere andato volontariamente sul lato sporco di pista, ma il monegasco a parole ha addossato il problema ai freni: “Non li avevo dietro, e davanti avevo la doppia coppia frenante, mi prendo sempre le mie responsabilità, stavolta non è colpa mia”, le sue parole post-gara. Alle spalle dei primi due chiude la Red Bull di Isack Hadjar (3°), nonostante i continui problemi di potenza alla Power Unit, ma il franco-algerino è investigato per non aver rispettato la distanza di 10 auto durante la bandiera rossa e sarà investigato dopo la gara. Nel caso, sarebbe Oscar Piastri (4°) a finire terzo, che in gara ha preceduto Liam Lawson (5°), Arvin Lindblad (6°) e Pierre Gasly (7°): terzo al traguardo dopo la ripartenza, ma dietro per 10 secondi di penalità. Hanno chiuso la top-10: Alexander Albon (8°), Esteban Ocon (9°) e Sergio Pérez (10°).
Per la Red Bull tanti problemi al motore, che hanno costretto al ritiro, incredibilmente, Max Verstappen, al via, impiantandosi in griglia alla partenza e ritrovandosi in fondo al gruppo, dicendo addio alla gara poco dopo. Stessa fine anche per Lando Norris, su una McLaren che come in Canada ha patito problemi elettrici. Fuori dai punti George Russell (14°) in un weekend disastroso. Anche lui, come Hamilton e Gasly, si è beccato penalità per eccesso di corsia ai box, non scontando correttamente i 5 secondi di penalità nel pit fatto dopo l’ingresso della Safety Car. La Fia, così, gli ha inflitto un drive-through, tanto che l’inglese ha dovuto scontarla nel finale. Così, è sempre più indietro nel Mondiale Piloti, vedendo Antonelli volare via quando, per tutto l’inverno, ha evitato a parole il suo compagno di box per una eventuale lotta al titolo. Nel finale di GP la gara si è ravvivata dopo la bandiera rossa entrata post botto di Leclerc — i commissari hanno dovuto sistemare le barriere della Rascasse toccate dalla Ferrari del monegasco, stop di 20 minuti — con Antonelli costretto a difendere la prima posizione. Alla ripartenza ha distanziato di 6 secondi Hamilton ed è volato via, trionfando nel Principato come un italiano, Jarno Trulli, non faceva dal 2004. Settimana prossima si corre a Barcellona.