Due forti terremoti a Granada (Spagna): tre feriti, evacuata la Alhambra. Andalusia tra le zone sismicamente più attive d’Europa
Due terremoti di magnitudo 5 e 4.7 hanno colpito la città spagnola di Granada, nella regione meridionale dell’Andalusia, rispettivamente all’1.04 della notte tra il 14 e il 15 agosto e martedì mattina alle 10.37. Le scosse hanno avuto epicentro ad Alhendin e a Gojar, entrambe nell’area metropolitana di Granada, e sono state avvertite anche in altre dieci province, in particolare quelle di Jaen, Malaga, Cordoba e Almeria.
La prima scossa è stata seguita da altre quindici di assestamento di varia intensità e ha provocato danni materiali come distacchi di cornicioni, danni alle facciate e ai tetti degli edifici e caduta di oggetti, ma non ha causato vittime o feriti. Il Governo regionale dell’Andalusia ha attivato la fase di emergenza, con la “situazione operativa 1” del proprio piano per il rischio sismico a seguito di oltre 200 chiamate al 112. Oggi sui telefoni dei residenti della città è apparsa una notifica di allerta sismica di Google, mentre il servizio di emergenza regionale riceveva una cinquantina di chiamate per segnalazioni di danni materiali agli edifici. Tre persone sono rimaste lievemente ferite, tra cui un minorenne trasportato in ospedale.
Chiusi gli uffici pubblici, la metro ha ridotto la velocità dei treni
In via precauzionale, la Provincia di Granada ha chiuso al pubblico edifici amministrativi, musei – in particolare il complesso monumentale dell’Alhambra, che ha sgomberato i Palazzi Nasridi e l’Alcazaba – e la Città dello Sport, mentre resteranno operativi i servizi di emergenza, e di assistenza sanitaria e i servizi essenziali alla cittadinanza. La metropolitana di Granada ha ridotto la velocità dei convogli a 30 chilometri orari, mentre il governatore della regione Juan Manuel Moreno Bonilla ha raccomandato la “massima prudenza“, spiegando che “gli esperti segnalano che è possibile che i movimenti sismici e le repliche continuino nella zona ed è importante conoscere come dobbiamo agire in queste situazioni” e facendo appello “a seguire i consigli” delle autorità. Nel frattempo, la polizia ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma, di adottare misure di autodifesa e di evitare di sostare in prossimità degli edifici a causa del rischio di caduta detriti.
Resta attivo il livello operativo 1 ed è stato convocato il comitato di consulenza di esperti del piano di emergenza dell’Andalusia per rischio sismico. “Il Comune intende trasmettere un messaggio di tranquillità e ricorda che questa decisione risponde esclusivamente a criteri di prevenzione e prudenza, in coordinamento con i servizi tecnici di emergenza”, ha scritto l’amministrazione di Granada sui canali social.
Una zona sismica
Granada si trova in una delle aree sismicamente più attive del Mediterraneo occidentale. La sua posizione, all’interno delle Cordigliere Betiche, la colloca in un contesto geologico strettamente legato alla dinamica del blocco Alboran, che comprende parte dell’Andalusia meridionale, il Mar di Alborán e la catena montuosa del Rif, nel nord del Marocco. La sismicità della regione è collegata alla convergenza tra la placca africana e quella eurasiatica. Il movimento relativo tra queste due grandi placche genera deformazioni nella crosta terrestre, distribuite lungo una complessa rete di faglie. Quando le tensioni accumulate nelle rocce superano la loro resistenza, si verifica una rottura improvvisa che libera energia sotto forma di onde sismiche.
Il territorio di Granada risente proprio di questa attività tettonica. Le Cordigliere Betiche sono infatti il risultato di una lunga storia di deformazioni legate all’interazione tra Africa ed Eurasia. Dall’altra parte del Mar di Alborán, un sistema geologico collegato comprende le montagne del Rif marocchino, formando insieme il cosiddetto Arco di Gibilterra. L’area non è caratterizzata da una sola grande faglia, ma da numerose strutture che contribuiscono alla deformazione della crosta. Per questo motivo possono verificarsi terremoti di diversa profondità e magnitudo, alcuni dei quali vengono percepiti chiaramente dalla popolazione anche quando non provocano danni significativi.