Dalla balena decapitata all’orso nel bagagliaio fino ai serpenti che lo mordono: lo strano rapporto con gli animali di Robert Kennedy Jr.
Qualcuno lo definisce “la pecora nera” della famiglia Kennedy. Ma a ben guardare la sua storia, e il suo curriculum, siamo sicuri che lui se ne fregherebbe. L’ultima, in ordine di tempo, fa sgranare gli occhi dall’incredulità. Eccola: Robert Kennedy Jr. è nella proprietà di Mehmet Oz, amministratore dei Centri per i servizi Medicare e Medicaid, a Palm Beach, e a un certo punto, nel patio dell’edificio, si avvicina a due serpenti, mentre naturalmente la moglie Cheryl Hines lo riprende in video. “Stanno facendo sesso” dice lui. Incurante di ciò – e di tutte le buone norme relative alla fauna selvatica – afferra i due rettili, li solleva e li esibisce a favore di telecamera. La moglie lo implora di lasciarli andare, ma lui sorride. E mentre sorride, viene ripetutamente morso.
Tutta la vita del nipote del 35esimo presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald, è segnata dalle stranezze. E da un rapporto quanto meno controverso con gli animali. No-vax, sostenitore di numerose teorie del complotto (i vaccini incrementano l’autismo nei bambini, la pandemia da Covid-19 è stata creata in laboratorio per colpire diverse etnie a favore del popolo cinese e così via), a 16 anni è finito in carcere per possesso di cannabis, dopodiché è stato espulso da due college (per 14 anni ha avuto una dipendenza dall’eroina e, nei momenti peggiori, “ho sniffato cocaina dai bordi del water“). Si è diplomato, laureato, è diventato avvocato e ha tentato la strada della politica. Nel 2008 ha sostenuto la campagna elettorale di Hillary Clinton, nel ’23 ha dichiarato di voler sfidare Joe Biden per la corsa, coi democratici, alle Presidenziali, salvo poi, l’anno successivo, ritirarsi e appoggiare Donald Trump. Che nello stesso anno lo ha nominato segretario della Salute e dei servizi umani.
Ma, si diceva, gli animali. Intanto va detto che Bobby (questo il suo soprannome) è un cacciatore. Un cacciatore molto particolare: è un falconiere “maestro”. Kennedy Jr. alleva ed addestra falchi e astori (il più popolare utilizzato in questa pratica è il falco dalla coda rossa) destinati alla caccia, principalmente per la predazione di conigli o altri uccelli. Peraltro è autore del manuale per l’esame di falconeria dello Stato di New York. Insomma, un vero esperto. Una passione, quella per l’avifauna, nata da bambino. Come lui stesso ha raccontato, fu un capitolo della saga di Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda a stregarlo. Kennedy Jr. salva anche volatili feriti, per poi rilasciarli in natura.
È proprio durante una battuta di caccia coi falchi nella Hudson Valley, nel 2014, che Bobby ha avuto a che fare con un orso. L’aneddoto è stato raccontato dallo stesso segretario della Salute Usa poco prima delle elezioni presidenziali (nel video in alto, diventato virale, la sua storia poco prima che diventasse pubblica grazie alla stampa). “L’orso era stato investito, non potevo lasciarlo lì, così l’ho caricato sulla mia auto“. Non volendolo tenere una notte intera nel bagagliaio – sarebbe partito soltanto l’indomani – Kennedy Jr. decide di scaricare l’orso a Central Park: “Stavo bevendo con gli amici, quando mi è venuto in mente che a Central Park c’era stata una serie di incidenti in bicicletta. C’erano stati morti e diversi feriti. Così ho pensato di abbandonarlo lì, fingendo che fosse stato centrato da una bici“. L’orso, ovviamente, viene trovato nel principale parco di New York, e la notizia finisce su tutti i giornali e tutte le tv.
Un’altra storia è stata rilanciata sempre nel 2024, ma risale a ben 30 anni prima. Qui è la figlia Kick la protagonista della rivelazione e, suo malgrado, della vicenda. Siamo nel 1994, Bobby viene a sapere che c’è una balena arenata nella spiaggia di Hyannis Port, nel Massachusetts. Il papà prende la figlia, all’epoca seienne, e si precipita sulla spiaggia. Arrivato sul posto, prende una motosega, taglia la testa alla balena, la sistema alla bell’e meglio nel suo minivan e guida per cinque ore, fino a New York. “Il sangue della balena – ha ricordato Kick – schizzava sui finestrini dell’auto, era la cosa più disgustosa del mondo. Avevamo dei sacchetti di plastica in testa coi buchi per la bocca. Le persone in autostrada ci faceva il dito medio, ma per noi erano cose normali, quotidiane”.
Scorrendo il profilo social di Kennedy Jr. ci si imbatte spesso nei suoi video con gli animali. Ci sono i falchi, naturalmente. Ma anche altri serpenti – perciò è recidivo – che prende in mano e mostra al pubblico. Anche il tacchino morto che cucina per il Thanksgiving, i granchi, il soccorso di uno storno, lui di spalle che cammina in compagnia di un pinguino in un video realizzato con l’intelligenza artificiale, le foto del figlio che nuota coi delfini o che mostra un enorme pesce morto, sempre Bobby con in mano alcune lamprede in un allevamento di salmoni. Un’inchiesta del New York Times ha rivelato che, nel 2010, un parassita (probabilmente una larva di tenia del maiale) gli era entrato nel cervello. Causandogli, da quanto dichiarato da Kennedy Jr. stesso, perdita di memoria e annebbiamento mentale. Quando è uscita l’inchiesta, era ancora in corsa per le primarie del Partito democratico. Questa la sua risposta: “Mi offro di mangiare altri cinque vermi cerebrali e di battere comunque Trump e il presidente Biden in un dibattito”.
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