Il mondo FQ

Garlasco – “Non patteggio e parlerò ancora” l’ex avvocato di Sempio, Massimo Lovati, insiste sulla “macchinazione” del 2017

L'ex difensore a processo per diffamazione dopo le accuse allo studio legale Giarda. Intanto De Rensis: “Nulla fermerà la ricerca della verità su Stasi”
Garlasco – “Non patteggio e parlerò ancora” l’ex avvocato di Sempio, Massimo Lovati, insiste sulla “macchinazione” del 2017
Icona dei commenti Commenti

“Parte dell’indagine del 2017 è stata riversata nel processo di oggi, quindi c’è una certa continuità, potrebbero essere interdipendenti”. Con queste parole Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, è tornato a rilanciare la tesi della presunta “macchinazione” dietro all’inchiesta che nove anni fa coinvolse il 38enne nell’ambito del delitto di Garlasco. Lovati ha parlato questa mattina entrando al Tribunale di Milano, dove si è tenuta l’udienza pre-dibattimentale del procedimento che lo vede imputato per diffamazione. L’accusa nasce dalle dichiarazioni rilasciate il 13 marzo 2025 davanti alla caserma Montebello di Milano, quando definì l’indagine del 2017 su Sempio “il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda”.

Accompagnato dal suo legale, l’avvocato Fabrizio Gallo, il 73enne di Vigevano ha escluso l’ipotesi di riti alternativi. “Io non patteggio, non chiedo la messa alla prova”, ha dichiarato, spiegando che nell’udienza odierna non sarebbe accaduto “nulla”. Ma è soprattutto un altro passaggio ad attirare l’attenzione: Lovati ha infatti annunciato che “più avanti” potrebbe rendere nuove dichiarazioni sulla vicenda che lo ha portato a processo. “Parlerò della macchinazione del 2017, quello per cui sono qua”, ha detto ai cronisti.

L’ex legale di Sempio è stato indagato e successivamente rinviato a giudizio dal pubblico ministero di Milano Fabio De Pasquale in seguito alla querela presentata dagli avvocati Enrico e Fabio Giarda, figli del professor Angelo Giarda, storico difensore di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.

Nell’imputazione vengono contestate a Lovati non soltanto le dichiarazioni pronunciate fuori dalla caserma del Comando Legione Carabinieri Lombardia, dove Sempio si era recato per il prelievo del Dna dopo la riapertura delle indagini, ma anche una lunga serie di affermazioni rilasciate a televisioni e trasmissioni nazionali. Secondo l’accusa, Lovati avrebbe sostenuto davanti alle telecamere di Tg1, Tg2, Tg3, SkyTG24, La7, Mediaset, Milano Pavia Tv, Fanpage, Antenna 3 e programmi come Quarto Grado, Le Iene e Mattino Cinque che “l’istruttoria del 2017” fosse “frutto di una manipolazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi”, aggiungendo che il Dna del suo assistito sarebbe stato “clandestinamente prelevato” nel 2016.

Le dichiarazioni di Lovati arrivano mentre il caso Garlasco continua a riaccendere il confronto tra le difese coinvolte nella nuova fase investigativa. In un’intervista rilasciata a Repubblica, Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi insieme all’avvocata Giada Bocellari, ha ribadito che il lavoro della difesa proseguirà senza esitazioni. “Nessun’azione giudiziaria potrà rallentare me e la collega Bocellari nel provare a ristabilire quella che riteniamo la verità: Alberto Stasi è innocente. Soprattutto dopo aver letto gli atti di Pavia”, ha affermato il legale.

Secondo De Rensis, le nuove carte dell’inchiesta “allontanano sempre di più Alberto dalle responsabilità stabilite dalle sentenze” e rappresentano “un lavoro imponente, più profondo e complesso di quanto potessi immaginare”. L’avvocato ha poi criticato duramente alcune ricostruzioni emerse nel dibattito mediatico attorno al caso. “Mi sconcerta leggere e sentire un indagato che fa supposizioni di corruzioni su Napoleone e Civardi. E ancor di più certi vostri colleghi che danno ai carabinieri dei poveri imbecilli. Credo che sia più che legittimo dubitare su certi media”, ha dichiarato, aggiungendo: “Fin da quando ho affiancato Giada Bocellari immaginavo che si sarebbe finiti a questo punto”. Infine, De Rensis ha commentato anche la querela presentata nei suoi confronti da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi. “Tengo riservato quello che penso. Certo, quando ha reso pubblica la denuncia, mi sono difeso in tv da Milo Infante: credo di averne il diritto”, ha concluso.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione