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Ultimo aggiornamento: 14:06

Elezioni, Travaglio a La7: “De Luca? Paradossale che l’unica vittoria importante del centrosinistra sia il simbolo dei cacicchi”

Il direttore del Fatto evidenzia le difficoltà del centrosinistra nel rinnovarsi davvero, tra candidati deboli e potentati locali ancora incontrastati.
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Questa tornata elettorale alle amministrative è scorrettamente considerata un test per il governo. Sono dei test per i candidati nelle singole città. Vince chi azzecca i candidati, chi ha governato bene o chi ha creato un sistema di potere molto forte”. Così il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio commenta a Otto e mezzo, su La7, i risultati delle ultime elezioni amministrative, sottolineando come il centrodestra abbia confermato la propria forza dove ha saputo scegliere bene i candidati.
È il caso di Venezia, dove il sindaco uscente Luigi Brugnaro ha visto il suo “sistema” resistere senza difficoltà. “Non ho ben capito – osserva Travaglio – come si fossero illusi nel centrosinistra che il sistema Venezia messo in piedi da Brugnaro potesse essere scalfito dal caso della direttrice d’orchestra su cui si sono appassionati tantissimi molti dei nostri colleghi. Non ho mai capito per quale motivo i veneziani avrebbero dovuto bocciare il centrodestra perché avevano nominato la Venezi alla Fenice o perché c’era stato uno scazzo fra il governo e Buttafuoco per la Biennale, che è un caso non solo nazionale ma internazionale”.
E aggiunge: “Hanno trovato Venturini, cioè un ottimo candidato, poi non so come sarà come sindaco di Venezia, ma è un giovane di 38 anni ex scout civico che ha fatto l’assessore con Brugnaro ed era infinitamente più appetibile del candidato del Pd“.

Dall’altra parte, il centrosinistra ha presentato un parlamentare di lungo corso, Andrea Martella, definito da Travaglio “bravissima persona” ma con scarso appeal rispetto al profilo fresco dell’avversario. Il direttore del Fatto non risparmia critiche al Pd, ironizzando sul paradosso della vittoria più significativa del centrosinistra: quella di Vincenzo De Luca a Salerno.
Abbiamo visto cacicchi a non finire in queste amministrative – osserva Travaglio – ed è paradossale che l’unica vittoria importante di un uomo del centrosinistra sia proprio il simbolo dei cacicchi, e cioè Vincenzo De Luca, il quale si riprende Salerno per la quinta volta.: sindaco per cinque mandati e presidente della Regione per due”.
Il direttore denuncia l’assenza di una legge sul ricambio della classe dirigente: “Ditemi voi se è possibile che nel 2026 non ci sia ancora una legge che impone il ricambio e che rompe certi rapporti clientelari nelle città. Però è lecito e quindi torna per la quinta volta a fare sindaco in una città devastata da 60 grattacieli che sembra Manhattan, ma più brutta. Però questo è il verdetto dei cittadini”.

Il giornalista conclude con una stoccata diretta alla segretaria del Pd Elly Schlein: “Era stata eletta con la promessa di eliminare i cacicchi e i capibastone e alle europee ha vinto mandando tutti i cacicchi e i capibastone con una fracca di mandati sulle spalle. E adesso si ritrova De Luca che, senza il simbolo del Pd, incenerisce qualunque tentativo di alternativa”.

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