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Dagli scandali con Epstein all’arresto nel giorno del compleanno: così il principe Andrea è precipitato nella rovina

Per anni la famiglia reale ha cercato di proteggerlo, nonostante le accuse di Virginia Giuffre, l’intervista disastrosa alla Bbc e i legami mai davvero interrotti con Jeffrey Epstein. Ora gli ultimi Epstein Files e la nuova indagine della polizia britannica segnano il crollo definitivo dell’ex duca di York

di Antonella Zangaro
Dagli scandali con Epstein all’arresto nel giorno del compleanno: così il principe Andrea è precipitato nella rovina

La polizia inglese ripete i suoi appelli affinché chiunque abbia visto o abbia subito abusi da Andrea Mountbatten-Windsor si faccia avanti. In ballo c’è l’ipotesi che lo vede accusato di abuso di ufficio, ma quello che gli agenti della Thames Valley Police vogliono sia chiaro è che sotto questa “generica definizione” si apre un mondo; una gamma più ampia, perchè si tratta di un reato “che può assumere diverse forme” includendo gli abusi sessuali oltre alla corruzione.

L’immagine dell’ex principe che rimarrà alla storia non è più quella del figlio prediletto di Elisabetta II in divisa militare, con tutte le onorificenze di un eroe delle Falkland, ma quella di un uomo che nel giorno del suo 66esimo compleanno viene tratto in arresto, per 11 ore e fa ritorno nella sua nuova dimora di campagna (ampiamente ridimensionata) a bordo di un’auto, seduto sui sedili posteriori, con lo sguardo allucinato e illuminato dai flash. Gli Epstein Files pubblicati lo scorso gennaio dal Dipartimento di Giustizia Americano hanno scritto la parola fine sui disperati tentativi dell’ex duca di York di tirare avanti come se nulla fosse successo e della sua famiglia di continuare a proteggerlo.

Tutto era partito con le prime, gravi, accuse mosse da Virginia Giuffre che nel 2011 aveva iniziato a denunciare le violenze subite dal faccendiere e pedofilo americano Jeffrey Epstein e dal suo “club” di amici, che comprendeva anche l’allora principe Andrea. La ragazza all’epoca dei fatti era ancora minorenne. A complicare la linea di difesa dell’ottavo in linea di successione al trono britannico, oltre ai dettagli forniti dalla giovane, anche una foto che finì sui tabloid e che la mostrava in posa, sorridente accanto al principe che le cingeva il fianco e sulla quale figurava anche la padrona di casa, Ghislaine Maxwell, fidanzata e sodale di Epstein. A poco valse la strenua difesa del duca di York che si offrì di dire la sua anche davanti alle telecamere della Bbc in una tragica intervista del 2019 che gli costò il posto in prima fila accanto alla famiglia reale nelle occasioni più importanti ed il ritiro progressivo dalla vita pubblica per gli impegni ufficiali.

La sua frequentazione con Epstein non si era mai veramente interrotta, nonostante l’uomo già nel 2008 aveva subito una condanna per reati sessuali in Florida. È poi solo nel 2022, che arrivò la chiusura in via extragiudiziale della causa ingaggiata da Giuffre contro il principe Andrea che, a quel punto, si impegnava a risarcirla con 12 milioni di sterline, pagate dalla regina Elisabetta II e dal fratello, l’allora principe Carlo, e ad esprimere rammarico per la sua associazione con Epstein. Delle scuse formali non sono mai arrivate. Da quel momento, il principe ha continuato a vivere nei suoi privilegi, continuando ad alloggiare nella grande residenza di 30 stanze che era stata la dimora della Regina Madre e dove lui ha trascorso in tutto vent’anni senza pagare l’affitto ed in compagnia della ex moglie Sarah Ferguson. Andrea ha continuato ad andare a cavallo nella grande tenuta del Windsor Park e a partecipare agli impegni della famiglia reale, accodandosi al piccolo corteo di Royals per andare alla messa di Natale o di Pasqua e ai funerali.

Ma dagli Stati Uniti si stava preparando la sua fine. I contenuti degli ultimi Files hanno mostrato come la sua spregiudicatezza lo abbia portato a condividere informazioni sensibili e riservate con Epstein negli anni nei quali era stato inviato speciale del governo britannico per il commercio e gli Investimenti. L’incarico, a titolo gratuito ma pieno di rimborsi, era stato fortemente caldeggiato dalla regina Elisabetta che, stando alle note rese pubbliche dal governo in questi giorni, aveva “fatto pressioni” affinché il figlio assumesse quel ruolo, nel 2001. Lui, in base a quanto emerso, condivideva alcuni dei report redatti durante le missioni con Epstein e questo, all’inizio di quest’anno, ha spinto la polizia ad aprire il fascicolo sull’abuso d’ufficio nei suoi confronti e la famiglia reale a cacciarlo definitivamente dopo avergli tolto titoli e onorificenze. Andrea Mountbatten-Windsor in febbraio è finito a Sandringham, in una piccola tenuta di cinque stanze lontano da tutti. Intanto le indagini proseguono, il suo nome figura anche tra i documenti di viaggio del Lolita Express, l’aereo privato di Epstein che portava minorenni in giro per il mondo e faceva scalo negli aeroporti e nelle basi della Raf britannica. Tra le ultime accuse sono emerse anche quelle di una giovane che ha dichiarato di essere stata abusata nel Royal Lodge, ex residenza di Andrea e di aver poi ottenuto una vista privata a Buckingham Palace. Ad oggi, la polizia ha fatto sapere che sono già stati interrogati diversi testimoni e nelle perquisizioni delle sue case sarebbe state rinvenute prove utili. L’indagine, spiega il Times, è condotta con risorse simili a quelle impiegate per i reati gravi come l’omicidio, e nel team sono stati inseriti investigatori specializzati in reati sessuali.

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