I ventisei anni di differenza tra Patrizia Rossetti (67 anni) e Marco Antonio Bellini (41) a un certo punto della loro storia d’amore si sono fatti sentire. «Pensavamo che la nostra storia fosse destinata a superare ogni ostacolo, ma gli anni che ci separano sono diventati un limite», ha raccontato al settimanale Diva e Donna. Un limite insuperabile per una coppia che si è trovata di fronte a desideri differenti «come quello di un figlio, che io non posso più dargli, quindi è giusto che ognuno di noi abbia preso atto della consapevolezza di volere futuri diversi. E poi in certi casi è molto meglio preservare l’amicizia e i ricordi più belli vissuti assieme…». La mancanza di un figlio? Patrizia l’ha vissuta «serenamente, perché sono molto fatalista. Quand’era il momento ci ho provato».
Nessun rammarico per lei. Anzi no, uno c’è e riguarda il suo precedente matrimonio. «Sono solo convinta che avrei fatto meglio a separarmi qualche anno prima da Rudy, avrei sofferto meno e forse avrei potuto incontrare la persona giusta, uscendo da una relazione sbagliata».
Ma non nè Rudy e nemmeno Marco l’uomo che la conduttrice televisiva ha amato di più nella sua vita. È un altro. È Lupo. «È stato lui il mio primo grande amore quando sono arrivata a Milano – confessa al settimanale diretto da Angelo Ascoli – La nostra storia non è durata moltissimo, circa un anno, ma è stata intensissima. E tuttora manteniamo un buon rapporto di amicizia».
Le sue arme di seduzione si chiamano. «semplicità, il mio sorriso. Però non le nascondo che mi sarebbe piaciuto avere lo charme di un mio grande mito: Virna Lisi». Intanto oggi si dichiara single: «Non ho paura della solitudine, ho tanti amici e vivo benissimo anche da sola». Se invece potesse cancella una sola cosa della sua vita «vorrei cancellare il giorno in cui è morta mia madre, ossia l’11 settembre 2010, perché era una grande donna. Eravamo “cane e gatto”, aveva un carattere diretto, come me, e non era una che faceva sconti a nessuno, diceva sempre quello che pensava, ma il sentimento che ci univa era fortissimo».