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Scoperte 100 uova di dinosauro fossilizzate, rimaste sepolte per circa 70 milioni di anni: potrebbero svelare segreti sul Cretaceo

Le gigantesche uova fossili trovate in Francia potrebbero appartenere a un branco di tetanosauri vissuti milioni di anni fa

di Redazione FqMagazine
Scoperte 100 uova di dinosauro fossilizzate, rimaste sepolte per circa 70 milioni di anni: potrebbero svelare segreti sul Cretaceo

Durante alcuni scavi nell’area di Mèze, nel sud della Francia, i paleontologi hanno riportato alla luce più di cento uova di dinosauro rimaste sepolte per circa 70 milioni di anni. Un ritrovamento eccezionale, non solo per la quantità dei reperti ma soprattutto per il loro incredibile stato di conservazione.

A guidare le operazioni è stato Alain Cabot, archeologo e direttore del Parco-Museo dei Dinosauri della zona, che ha definito questa scoperta unica nella sua esperienza: “Sono abituato a imbattermi in covate di quattro, cinque, sei… a volte un massimo di dieci uova, ma cento, non ne ho mai viste!”. Gli studiosi sono infatti abituati a individuare piccoli gruppi di uova fossilizzate, spesso poche unità alla volta. Ritrovarne oltre cento nello stesso sito rappresenta invece un caso rarissimo e potrebbe offrire nuove informazioni sul comportamento dei dinosauri nel tardo Cretaceo, poco prima della loro estinzione.

Caccia alla specie: il dubbio degli esperti

Le uova hanno dimensioni notevoli, con una circonferenza paragonabile a quella di un pallone da calcio. Secondo le prime ipotesi, potrebbero appartenere ai tetanosauri, grandi dinosauri erbivori quadrupedi che arrivavano anche a dodici metri di lunghezza. Gli esperti, però, preferiscono mantenere cautela: all’interno dei gusci non sono stati trovati embrioni fossilizzati, elemento che avrebbe permesso di identificare con certezza la specie.

Nonostante questo, il sito francese potrebbe diventare fondamentale per comprendere meglio le abitudini di nidificazione dei dinosauri. La presenza di così tante uova nello stesso luogo fa pensare che questi animali si muovessero e si riproducessero in gruppo, forse tornando periodicamente nelle stesse aree considerate sicure per deporre le uova. Adesso i reperti saranno sottoposti a ulteriori analisi da parte dei paleontologi. Gli studiosi cercheranno di ricostruire le condizioni ambientali dell’epoca e capire come sia stato possibile che le uova si siano conservate così bene per milioni di anni.

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