“Mio padre era violento, mi bruciava le scarpe da calcio perché diceva che le femmine non giocano”: la storia di Evans Ogbajie
La fuga da un padre violento, poi dal suo Paese. La traversata verso Lampedusa su un gommone. Oggi una nuova vita in Veneto, anche grazie al calcio. Quello sano, di provincia, fatto soprattutto di passione. È la storia incredibile di Evans Ogbajie, attaccante 26enne del Silva Marano, club vicentino di Seconda Categoria. Ogbajie ha deciso di raccontare tutto in un’intervista al Corriere del Veneto, parlando della sua bisessualità, della paura in Nigeria e del suo amore per il pallone.
La storia di Evans Ogbajie comincia ad Abia State, in una famiglia con 7 figli. “Mio padre era violento e non accettava il fatto che fossi troppo effeminato. Mi bruciava le scarpe da calcio perché diceva che le femmine non giocano”, racconta l’attaccante. Che a 10 anni ha dovuto subire anche la perdita della madre: “In casa ero sempre più solo. Una notte mio padre mi stava picchiando e sono scappato. Da lì è iniziata la mia vita in strada”. Ogbajie sopravvive grazie a qualche lavoro in nero, poi decide di tentare la fuga verso l’Italia: “In Nigeria se scoprono che sei omosessuale o bisessuale puoi finire in prigione o morire. Io sono scappato per salvarmi“.
Ogbajie ha 16 anni quando affida i suoi risparmi ai trafficanti e attraversa il deserto per arrivare fino in Libia: “Ci hanno abbandonati in un parcheggio. Dormivo per strada e avevo paura continuamente. Sentivo di persone rapite e vendute. Poi ho trovato lavoro in un autolavaggio“. Dopo un anno in queste condizioni, l’occasione di attraversare il Mediterraneo: “Eravamo in 120 su un gommone – spiega Ogbajie – Quando siamo arrivati a Lampedusa eravamo rimasti in 76. Ho visto morire persone di fame e di sete e bambini annegati“.
Da Lampedusa viene trasferito in centro di accoglienza a Mogliano Veneto. Da lì, per Ogbajie, comincia una nuova vita, sempre grazie al pallone: “La prima cosa che ho fatto è stata cercare una squadra di calcio vicino a me. Ho trovato la Union Pro. Non avevo nemmeno gli scarpini, me li hanno dati loro”. Dal 2017 al 2026, ormai è quasi 10 anni che Ogbajie calca i campi di provincia veneti: Ponzano, Zero Branco, Usma Padova, poi Valdagno e Silva Marano. “Da lì è ripartita la mia vita – dice – Il calcio mi ha dato dignità, amici, lavoro e famiglia”. Non sono mancati anche in Italia episodi di discriminazione, ma oggi Ogbajie non si lascia fermare da nulla: “Per fortuna tante persone mi vogliono bene per quello che sono”.