Organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il sostegno delle principali istituzioni nazionali e locali, la manifestazione ha unito sport, salute e impegno sociale in un evento capace di coinvolgere cittadini, volontari, associazioni e personalità del mondo politico, culturale e sportivo.
A dare il via ufficiale alla corsa sono stati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Laura Mattarella, presidente del Comitato d’Onore della Race for the Cure, il fondatore di Komen Italia Riccardo Masetti e la presidente dell’associazione Alba Di Leone, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni e testimonial del mondo dello spettacolo, tra cui Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi.
“La Race for the Cure è nata nel cuore di Roma e continua a crescere dopo 27 anni grazie alla fiducia delle istituzioni, dei volontari e delle tante donne in rosa”, ha dichiarato Masetti. “Quando l’abbiamo organizzata per la prima volta nessuno avrebbe immaginato che potesse continuare a crescere anche dopo 27 anni. Questo risultato è possibile grazie al lavoro che facciamo durante tutto l’anno e che ci ha dato la possibilità di guadagnare la fiducia delle Istituzioni presenti, degli oltre 2000 volontari, delle tante donne in rosa e di tutti i partecipanti che ringrazio per essere qui. Oggi deve essere una giornata di condivisione, di vicinanza e anche di pace per lanciare un messaggio forte. In un momento in cui il mondo sta andando nella direzione sbagliata la vostra presenza ha un valore doppio”.
La manifestazione si è svolta quest’anno anche nel giorno della Festa della Mamma: “Proprio oggi 10 maggio”, ha detto Alba Di Leone, “Komen Italia vuole curare chi cura rivolgendosi alle mamme caregiver che dedicano la loro vita ai propri figli e che spesso non possono rispondere alle chiamate di screening. Komen Italia vuole portare la prevenzione ovunque affinché sia un diritto di tutte”.
Soddisfatto anche il sindaco Gualtieri: “Roma oggi mostra il suo cuore migliore. La Race for the Cure è un’ondata pacifica e gioiosa che ricorda a tutti che il tumore si può combattere. La prevenzione non può essere un privilegio per pochi: salva vite ed è il più importante investimento per la salute pubblica”.
Migliaia i partecipanti distribuiti tra la passeggiata di 2 chilometri, la corsa di 5 e la gara competitiva di 10 chilometri, aperta quest’anno anche agli amatori. Parallelamente, sul Tevere è andata in scena la terza edizione di “Rowing for the Cure”, la regata solidale che ha coinvolto oltre 150 partecipanti provenienti da diversi circoli remieri italiani.
Grande partecipazione anche al Villaggio della Salute, dove sono state effettuate oltre 5mila prestazioni gratuite di diagnosi precoce per il tumore al seno e altre patologie, con particolare attenzione alle donne in condizioni di fragilità economica e sociale. Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola e di numerosi partner sanitari e istituzionali.
Tra le iniziative anche la collaborazione con il Ministero della Cultura: dall’8 al 10 maggio tutti gli iscritti alla Race hanno potuto visitare gratuitamente i musei statali, mentre all’interno del Villaggio della Salute è stato allestito un percorso fotografico dedicato ai monumenti italiani illuminati di rosa e alle campagne artistiche di sensibilizzazione promosse da Komen Italia.
Nel corso degli anni la Race for the Cure ha permesso a Komen Italia di investire oltre 35 milioni di euro in ricerca, prevenzione e sostegno alle donne colpite dal tumore al seno. Tra i progetti realizzati figurano borse di studio per giovani medici, screening gratuiti in tutta Italia attraverso la Carovana della Prevenzione, programmi di formazione sanitaria e centri dedicati alle terapie integrate in oncologia.
Dopo il successo romano, la Race for the Cure proseguirà il suo viaggio in altre città italiane: Bari, Bologna, Matera, Brescia, Napoli e Pescara ospiteranno le prossime tappe di una manifestazione che, anno dopo anno, continua a trasformare la solidarietà in un concreto strumento di cura e prevenzione.