“Se Salvini visita un prosciuttificio, non si accorge della differenza col padiglione russo alla Biennale. La sua espressione facciale sarebbe sempre la stessa”. Con questa frecciata Carlo Calenda, leader e senatore di Azione, commenta a In altre parole (La7) la visita di Matteo Salvini al padiglione russo della Biennale di Venezia 2026. Un gesto che ha accentuato i dissidi interni alla maggioranza di centrodestra, dove la linea atlantista della presidente del Consiglio Giorgia Meloni cozza spesso con le uscite del suo vice leghista.
Calenda poi attacca frontalmente anche la posizione di Salvini sul gas russo: “Sappiamo che questa impresa non gli è riuscita, ma sappiamo pure che ha mandato una persona sua a negoziare prestiti su mediazioni di vendita per finanziare il partito. Questo è stato accertato e mi assumo la responsabilità di quello che dico”. Il leader di Azione riferisce ai tentativi, mai andati a buon fine, di riaprire i rubinetti del gas russo e al fatto che la Lega abbia mantenuto in piedi un accordo di cooperazione ancora attivo con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.
Poi Calenda allarga il tiro sul ruolo della premier: “Trovo assurdo che la Meloni ci faccia sapere che è irritata per lo scontro tra Giuli e Salvini. Ma chi è, Maria Antonietta? E chi se ne frega!“.
Secondo il senatore, la presidente del Consiglio dovrebbe intervenire pubblicamente e con chiarezza: “Se Salvini fa una cosa che è opposta alla linea del governo, fai una dichiarazione pubblica in cui lo smentisci e dici: “Caro signor Salvini se questa è la linea esci dal governo”. Nella su quattro principi bisogna cercare di essere coerenti, perché sennò non vale la pena fare questo lavoro”.
E rincara la dose includendo i 5 Stelle: “Salvini vota sempre col resto del centrodestra? Ma Salvini vota la qualsiasi. L’unico governo che terrebbe in questo senso sarebbe quello Lega-M5s: quelli votano sempre uguale“.
Infine, Calenda commenta la sua profezia fallita del 28 settembre 2022, quando aveva previsto che il governo Meloni sarebbe durato solo sei mesi: “Io pensavo che avrebbero fatto quello che avevano scritto nel programma e che quindi sarebbero durati sei mesi perché avevano detto che ribaltavano l’Europa, disintegravano le accise, abbassavano l’età pensionabile. Non hanno fatto niente di tutto questo e quindi è la solita storia – chiosa – Quando si deve andare alle elezioni, si racconta una cosa, quando stai al governo e devi fare i conti con la realtà, cambi completamente. Io sono stato molto ingenuo, pensavo che avrebbero fatto il loro programma. Sono stato un pirla praticamente“.