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“Stufo dei David di Donatello. Alla mia età, con 120 film, sto ancora a correre dietro? Se me lo danno lo uso per fermare la porta”: così Massimo Ghini

L'attore a "Ciao Maschio", ospite di Nunzia De Girolamo

di Redazione FqMagazine
“Stufo dei David di Donatello. Alla mia età, con 120 film, sto ancora a correre dietro? Se me lo danno lo uso per fermare la porta”: così Massimo Ghini

Massimo Ghini si racconta a “Ciao Maschio”, ospite di Nunzia De Girolamo e parla senza filtri dei David di Donatello mai ricevuti: “Mi sono anche dimesso dalla giuria. Mi sembrava che dovesse finire questa presa in giro”, spiega, riferendosi al fatto che, dopo quarant’anni di carriera, non fosse mai arrivato per lui quel riconoscimento.

Ghini precisa di non voler alimentare polemiche, ma non nasconde una certa amarezza: “Il David va avanti, non credo che cambi la vita a nessuno. Ho preso premi in America, ho preso premi in Francia, ho preso premi in Spagna, dappertutto. I premi veri che ti cambiano la vita sono due: l’Oscar e la Palma d’Oro. Tutto il resto è meraviglioso”.

Nel dialogo con Nunzia De Girolamo emerge anche il lato più umano e sincero dell’attore, che ammette di aver “rosicato” più di una volta. “Non mi dipingo come San Francesco”, dice Ghini, raccontando di aver visto spesso film da lui interpretati o co-interpretati vincere premi importanti, mentre il riconoscimento andava ad altri. “Dopo la prima e la seconda, alla terza ho detto: scusate, tre sospetti fanno una prova”, ha chiosato.

Tra i film per cui, secondo lui, avrebbe meritato maggiore attenzione, Ghini cita “Compagni di scuola”: “Ormai dei David non ne posso parlare più perché mi sono stufato. Una volta, se te lo davano, in qualche maniera ti poteva anche aiutare. Oggi, alla mia età, con 120 film, sto ancora a correre dietro a questa cosa? Se me lo danno lo uso per fermare la porta”.

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