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“Sono risorto dal tumore. Da certe cose non si guarisce mai, le si tiene sotto controllo. Non mi spremo tipo limone, d’estate mi blocco”: parla Fabio Concato

Il ritorno alle scene dell'artista 72enne avverrà il prossimo 11 maggio quando canterà al Teatro Nazionale di Milano e il 24 maggio all’Auditorium Parco della musica di Roma

di Redazione FqMagazine
“Sono risorto dal tumore. Da certe cose non si guarisce mai, le si tiene sotto controllo. Non mi spremo tipo limone, d’estate mi blocco”: parla Fabio Concato

“Ho un tumore, sono costretto ad annullare i miei concerti”. Con queste parola Fabio Concato lo scorso agosto aveva aggiornato sulle sue condizioni di salute, spiegano così perché i suoi impegni musicali avevano dovuto fermarsi all’improvviso. L’artista poi via via ha raccontato della sua malattia sui social, rassicurando tutti anche perché impegnato a seguire le terapie. Il ritorno alle scene dell’artista 72enne avverrà il prossimo 11 maggio quando canterà al Teatro Nazionale di Milano e il 24 maggio all’Auditorium Parco della musica di Roma. “L’estate mi blocco, non mi spremo tipo limone come ho fatto in passato, e di concerti se ne riparla a ottobre”, ha dichiarato Concato a La Repubblica.

“Più che tornato sono risorto – ha continuato -. Da certe cose non si guarisce mai, le si tiene sotto controllo come sto facendo. Avevo colto alcuni piccoli segnali, cose che non tornavano, e mi sono fatto controllare in tempo. Per cui c’è stata tanta fatica, quella sì, ma sapevo che sarebbe finita bene”.

E ancora: “Semmai, ecco, temevo di uscirne mezzo stortignaccolo, o di dover ricominciare a parlare. Invece non so cosa succederà in futuro, per intanto guido, mangio, dormo, leggo, cammino, rifletto, ricordo. E canto, ho dovuto fare qualche prova per essere sicuro, ma sono quello di prima”.

“Posso dire che in certe situazioni curarsi diventa un secondo lavoro se non il primo. – ha continuato l’artista – E che l’immunoterapia è fantastica perché non distrugge cellule indiscriminatamente, ma mirandole. E poi, beh viva la sanità pubblica e di base. Lo sapevo già dal tempo del Covid, ma adesso ancora di più. Un servizio competente, attento alla persona. Confesso qualche minimo privilegio per il mio nome, ma nei limiti del decente intendiamoci. E mi permetterà di ringraziare i tre medici che mi hanno seguito: per l’Istituto Tumori il chirurgo Piergiorgio Solli e l’oncologo Marco Platania e per l’Istituto Besta la chirurga Cecilia Casali. Sono diventati degli amici, solo che invece di venirmi a trovare oro, vado io, dato che i controlli sono frequenti. Ma è una tassa che pago con piacere”.

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