Il mondo FQ

LeBron è ancora irreale a 41 anni, ma i Thunder fanno paura | NBA Freestyle

Pensieri in libertà (con libertà di pensiero) sulla settimana NBA | OKC avanti 2-0 nella serie: sta nascendo una dinastia. Quanto sarà bella la sfida tra Gobert e Wembanyama
LeBron è ancora irreale a 41 anni, ma i Thunder fanno paura | NBA Freestyle
Icona dei commenti Commenti

“Thunder, fulmini e saette”: OKC avanti 2-0 sui Lakers

Questa non è più solo una squadra forte. È ormai un vero e proprio sistema. Oklahoma City ha creato in poco tempo una cultura. Come i San Antonio Spurs. Come lo erano gli Utah Jazz di Karl Malone e John Stockton. Da cosa si capisce? Dal fatto che i giocatori non di primo piano, quando chiamati in causa, rispondono “presente” e vengono messi nelle condizioni di dare il proprio contributo, talvolta anche decisivo. Dal fatto che Jalen Williams è fuori, entra AiJAy Mitchell e si integra alla perfezione nel quintetto, trova il palcoscenico per incidere, non fa rimpiangere l’All Star dei Thunder. Non è un fatto banale. In gara 1, Mitchell ha segnato 18 punti, mentre addirittura 20 in gara 2. Due vittorie (2-0 sui Lakers). Shai Gilgeous-Alexander? In controllo, ma senza fuochi d’artificio. Ci ha pensato la solidità del roster a incidere, i vari Cason Wallace, Jared McCain, Isaiah Hartenstein, lo stesso Mitchell. Da qui si misura la grandezza di una squadra. Per non parlare di Chet Holmgren, molto a suo agio nel ruolo di secondo violino, che quando tira da fuori venendo da destra con l’arresto a due tempi sembra quasi Larry Bird. Per lui, in questi playoff, 18,6 punti, un clamoroso 45% da tre, una sostanziale perfezioni ai liberi (93,3%) e l’insana voglia di stopparti tutte le volte che provi ad alzare il braccio, anche solo per chiedere un cambio. Oklahoma City non ha ancora perso una partita in questi playoff. Sono primi per punti segnati (120,7 di media), sono quinti per efficienza difensiva, primi per rapporto tra assist e palle perse. Insomma, per l’anello, i conti si fanno sempre con i Thunder.

Eterno LeBron James

I suoi Lakers sono sotto 2-0 contro Oklahoma City, ma LeBron James continua a scrivere pagine di storia di uno sport che ha avuto la fortuna e il privilegio di averlo come interprete. Nelle fasi iniziali di gara 1, a un certo punto, si involava in contropiede con una rapidità tale che se avesse avuto il logo degli Heat sulla canotta nessuno avrebbe pensato a un’allucinazione. Di anni ne ha 41. Si dice che i 40 di oggi siano i 30 di dieci anni fa. E se fossero i 25? Scherzi a parte, nelle fasi finali delle gare di questi playoff, ovviamente, il Prescelto spesso cala fisicamente. Sarebbe strano il contrario. Ma la baracca la sta portando avanti lui, vista anche l’assenza prolungata di Luka Doncic. Sta segnando 23,7 punti di media, con 8 assist e quasi 7 rimbalzi. Ma le cifre, i punti, così come l’età, non possono riuscire fino in fondo a illustrare la grandezza di LeBron James. Sono la voglia, la dedizione, la determinazione, lo sguardo ancora affamato che la stella dei Lakers mostra in campo a fare di lui la cosa più irripetibile che si sia mai vista nella NBA.

Il fattore Rudy Gobert

Dicono sia un po’ odiato nei circoli della lega. Materiale da tabloid, pettegolezzi. Quello che conta è che Rudy Gobert ha giocato una prima serie di playoff contro Denver di rara efficacia difensiva, presenza e reattività. Ha fatto soffrire non poco Nikola Jokic in uno contro uno, al di là di quello che possono dire le cifre individuali. Gobert ha sistematicamente tentato di negargli le conclusioni preferite, si è speso tanto per rendergli difficile la ricezione, è riuscito a seguire il centro serbo passando anche attraverso alcuni blocchi in pick and roll alto. Anche perché Minnesota ha raddoppiato raramente Jokic e ha praticamente detto a Gobert: sono fatti tuoi. Certo, diciamo che eleganza non è la prima parola che ti viene in mente quando lo vedi provare un qualsiasi tipo di conclusione che non sia una schiacciata a due mani. Però a centro area il pivot francese intimidisce come pochi. E tra questi “pochi” c’è il suo prossimo avversario, nonché conterraneo Victor Wembanyama, che rappresenterà per il lungo dei T-Wolves un ulteriore, intricato, spesso irrisolvibile rebus. Il 2.28 degli Spurs ha meno movimenti spalle a canestro di Jokic, è meno raffinato sul perno, ma tira dal perimetro in uscita dai blocchi (anche pin down…), fa partenza incrociata in palleggio dalla posizione di guardia, ha una velocità di base superiore. Sarà interessante.

Ben tornato Marcus Smart

Miglior difensore della lega nel 2022. Scaricato poi dalla “sua” Boston, quando ne era il cuore e lo spirito. Caduto nel dimenticatoio. Dannato dalla dannata maglia dei Wizards. Di Marcus Smart si erano perse virtualmente le tracce. Poi lo scambio ai Lakers, dove non è che durante questa stagione abbia proprio incantato in attacco, anche se ha difeso sempre ad alti livelli. In questi playoff, il riscatto. Sta segnando 14,3 punti con il 40,5% da tre. Costruito come un bulldog (sembra una miniatura del compianto Anthony Mason), il play dei Lakers nel picco era difensore sulla palla velenoso, duro, arrabbiato, famelico. Mobilità laterale, fisico, piedi reattivi e mani “furbe”. Senza paura, senza timori reverenziali nei confronti di nessuno. Era capace di tenere in post-basso anche i “4” più massicci e poi ringhiargli in faccia tutte le volte che riusciva a contenerne un giro sul perno sulla riga di fondo. Per questo, se Los Angeles vuole minimamente sperare di avere una chance contro i Thunder, la difesa di Marcus Smart su Shai Gilgeous-Alexander resta imprescindibile.

That’s all Folks!
Alla prossima settimana.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione