Moda e Stile

Capri pants sì o no? Nascita e ascesa del capo più cool (e divisivo) del momento e i modelli su cui puntare questa primavera

Dalle dive anni ’50 ai giorni nostri, la storia dei capri pants vede un momento di oblio per poi tornare in auge con modelli proposti da Versace e Max Mara, ma anche da Guess e Zara

di Alessandra Picciariello
Capri pants sì o no? Nascita e ascesa del capo più cool (e divisivo) del momento e i modelli su cui puntare questa primavera

La moda gira e le tendenze ritornano, anche quelle più insospettabili. È il caso dei capri pants, anche detti pantaloni “pinocchietto”, che dopo un periodo di oblio, etichettati come fuori moda e di cattivo gusto, negli ultimi anni sono tornati alla ribalta, specialmente in questa primavera/estate 2026. C’è chi li ama e c’è chi li odia, ma a prevalere in questa stagione è la tendenza legata alla nostalgia degli anni 2000, in cui questo capo d’abbigliamento ha avuto un momento di gloria.

La storia del pantalone capri

La sua storia, però, risale agli anni ’40, quando fu creato dalla stilista tedesca Sonja de Lennart come omaggio all’isola di Capri, luogo della sua infanzia, configurandosi come un capo vacanziero, una versione più corta del pantalone lungo per far fronte al caldo estivo, pur mantenendo una buona dose di eleganza. Bisognerà aspettare gli anni ’50 per vedere la consacrazione del modello capri come un’icona della moda, perché quello sarà il periodo in cui le dive del cinema lo sceglieranno come capo d’elezione da indossare, appunto, per le proprie vacanze estive nell’isola napoletana (ma non solo). Celebre è il modello indossato in “Vacanze Romane” da Audrey Hepburn, che lo prediligeva anche fuori dal set. Come lei, anche altre figure del jet set internazionale come Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Grace Kelly, ma soprattutto Jackie Kennedy sono rimaste affascinate da questo pantalone, tanto da indossarlo frequentemente nella propria vita quotidiana. I capri pants non hanno mai smesso di ritornare in modo circolare, configurandosi come capo di tendenza anche negli anni ’60, ’80 e soprattutto 2000, in cui le passerelle, le star del momento e lo streetstyle celebravano la versatilità di questo pantalone a metà polpaccio. Dopo una pausa di vent’anni in cui è stato considerato difficile da indossare, per la sua via di mezzo nella lunghezza, e fuori moda rispetto alle diverse proposte contemporanee, è ora ritornato in auge, dimostrando non solo la propria praticità in quanto capo perfetto per la mezza stagione, ma riscoprendo anche un’eleganza e una sofisticatezza ancora diverse da quelle che lo hanno reso celebre nei lontani anni ’50.

Dimentichiamo gli outfit con pinocchietto in denim abbinato a t-shirt e scarpa sportiva che tanto ci ricordano il loro momento di popolarità degli anni 2000, per abbracciare l’idea di una versione più chic, in cui lo stesso si accosta a slingback con tacco, camicie e blazer, come insegnano i look streetstyle di it girl contemporanee come Emily Ratajkovski, Hailey Bieber e Kendall Jenner. Cuore pulsante di questo inaspettato ritorno sono le passerelle, in cui negli ultimi tempi la presenza dei pantaloni capri si è fatta sempre più importante: Alberta Ferretti, Isabel Marant, Louis Vuitton, Ralph Lauren e Versace sono solo alcuni dei brand che li hanno inclusi nelle sfilate di questa primavera/estate 2026.

I capri pants su cui puntare questa primavera

In definitiva, i capri pants sono il pezzo da avere questa stagione per essere al passo con i tempi e sperimentare con una delle tendenze più forti che il panorama moda ha da offrire al momento. La sua lunghezza “a metà” non è confusa, non è difficile, ma è potente e audace, e soprattutto è in grado di dare carattere al look, senza strafare. Un capo, quindi, in grado di “bucare lo schermo” in un’epoca in cui è già stato proposto tutto e dunque l’innovazione viene spesso dalla reinterpretazione del passato. Sarà forse per questo che è tornato a essere un capo molto apprezzato, tanto che, oltre ai brand in passerella, sono molti altri i marchi che li includono nelle proprie collezioni. La proposta più classica è la sua declinazione in nero, come visto da Max Mara, ma anche da Ovs in versione leggings e da Elisabetta Franchi in pelle. Non mancano altri colori neutri come il blu navy (Ralph Lauren) e il marrone (Mango). Si passa poi al denim (qui sì che si conferma la nostalgia Y2K), con lavaggio scuro per Jacquemus, con lavaggio chiaro per Motivi e in lilla per Versace. Con la collezione ispirata allo stile di Marilyn Monroe, Guess fa un salto negli anni ’50 per riportarci i capri pants con stampa vichy, mentre la stampa a pois diventa protagonista del modello proposto da Zara.

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