Chi si copre la bocca per parlare può essere espulso: la nuova regola per i Mondiali 2026
Ricordate quando Antonio Cassano metteva la mano davanti alla bocca per parlare liberamente con compagni di squadra e avversari nascondendo il labiale? Farlo oggi potrebbe costare il cartellino rosso. Nella riunione straordinaria tenuta martedì a Vancouver, l’Ifab – l’International Football Association Board – ha approvato all’unanimità l’espulsione per i giocatori che si coprono la bocca per insulti o frasi antisportive. La nuova sanzione sarà in vigore a partire dai Mondiali 2026. Una misura anti-razzismo voluta fortemente dalla FIFA in seguito al precedente Prestianni–Vinicius.
“Chi non ha nulla da nascondere non ha motivo di celare il labiale, quindi se il gesto serve a coprire un’offesa discriminatoria, il cartellino rosso deve diventare la conseguenza naturale per ripulire il calcio da questi comportamenti inaccettabili“. Così il presidente Gianni Infantino ha motivato la scelta di introdurre questa nuova regola. “Se un giocatore si copre la bocca e dice qualcosa, e questo ha una conseguenza razzista, allora ovviamente deve essere espulso. Si deve presumere che abbia detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di coprirsi la bocca. Se non hai nulla da nascondere, non nascondi la bocca quando parli. Tutto qui, semplice come bere un bicchiere d’acqua”.
Il precedente durante Benfica-Real Madrid
Per poter comprendere l’importanza della nuova stretta disciplinare bisogna fare un passo indietro e tornare al mese di febbraio. All’Estádio da Luz di Lisbona Benfica e Real Madrid si giocano l’accesso tra le migliori 16 d’Europa. Nella gara d’andata dei playoff di Champions League – terminata 0-1 in favore dei Blancos – si consuma il precedente che ha portato a questa regola. L’esterno argentino Gianluca Prestianni, con la maglia sopra la bocca, si avvicina a Vinicius per dirgli qualcosa. Subito dopo il brasiliano richiama l’attenzione dell’arbitro per presunti insulti razzisti nei suoi confronti. Squalificato provvisoriamente per una partita, in seguito a un’indagine della UEFA, Prestianni è stato riconosciuto colpevole di condotta omofoba e sospeso per sei partite (di cui tre con la condizionale). Da lì la volontà della FIFA di sanzionare qualsiasi tipo di insulto “top secret”. Ovviamente la decisione rimane a completa discrezione dell’arbitro. Non sarà dunque una decisione automatica, ma dovranno prima essere valutate tutte le circostanze del caso. Una cosa, però, è certa: d’ora in poi coprirsi la bocca con mani o magliette diventa passibile di sanzione.
Anche la Coppa d’Africa ha creato un precedente sanzionabile
Non solo norme anti-razzismo. La nuova norma prevede l’espulsione diretta anche per i giocatoti che abbandonano il campo – in segno di protesta contro le decisioni arbitrali – o per gli ufficiali di gara che li incitano nel farlo. Anche in questo caso c’è un precedente che ha cambiato la visione. La gara in questione è la finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal. Era il 18 gennaio. Il caos si scatena nei minuti finali. Sullo 0-0, in pieno recupero, l’arbitro assegna al Marocco un calcio di rigore. Giudicato più che dubbio dal Senegal, senza nessun permesso, la nazionale abbandona il campo in segno di protesta. Tornati negli spogliatoi per non far battere gli avversari dal dischetto, dopo oltre 10 minuti Manè convince i suoi compagni a ripresentarsi davanti a tutti. Diaz sbaglia, nei tempi supplementari il Senegal vince e alza la coppa. Decisione poi ribaltata in seguito al ricorso del Marocco accolto positivamente dalla Federazione calcistica africana. Da lì un’altra decisione. Se ai Mondiali una squadra provoca l’interruzione della partita, per qualsiasi motivo, perde a tavolino.