Con chi ha parlato Rocchi a San Siro? Le incognite sul “vertice” durante Milan-Inter
La sera del 2 aprile 2025, mentre a San Siro andava in scena la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter — finita 1-1 con i gol di Abraham e Calhanoglu — si sarebbe svolto l’incontro oggi al centro dell’inchiesta della Procura di Milano per frode sportiva. Un presunto “vertice” che, secondo gli inquirenti, coinvolgerebbe il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e altre persone rimaste però senza nome. È questo il punto più delicato del fascicolo per frode sportiva: cosa è successo davvero allo stadio quella sera? E soprattutto, con chi avrebbe parlato Rocchi?
L’indagine è ancora in corso e per ora si concentra prevalentemente sul perimetro arbitrale: le presunte “bussate” in sala Var e il “sistema” per la gestione dei fischietti. Al momento, infatti, tra gli indagati figurano solo esponenti del mondo arbitrale: oltre a Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, oltre a Daniele Paterna, accusato però di falsa testimonianza. Nessun dirigente o rappresentante di club, nemmeno dell’Inter, è iscritto nel registro degli indagati.
Eppure tra i capi d’imputazione nei confronti di Rocchi figura anche la designazione di “arbitri graditi” ai nerazzurri. E tutto ruota intorno a quella sera del 2 aprile 2025 a San Siro: un incontro di cui si conosce l’ipotesi accusatoria, ma non i protagonisti né i contenuti precisi. Secondo l’ipotesi accusatoria, il designatore — oggi autosospeso — avrebbe agito “in concorso con più persone presso lo stadio San Siro” per “combinare” o “schermare” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile. L’obiettivo, sempre secondo la Procura, sarebbe stato quello di evitare al club nerazzurro un direttore di gara ritenuto “poco gradito”, così da garantire direzioni arbitrali diverse nelle partite successive, considerate di maggiore interesse, tra Coppa Italia e campionato.
Ma è proprio qui che il quadro si fa incerto. Gli atti parlano chiaramente di un’azione condivisa, ma i soggetti coinvolti restano “non identificati”. Un vuoto che solo i prossimi sviluppi potranno forse colmare. Il mistero per ora resta: con chi avrebbe discusso Rocchi della posizione di Doveri? E in quale parte dello stadio? Per ruolo, il designatore aveva accesso a diverse aree del Meazza: poteva incontrare la squadra arbitrale, muoversi tra hospitality e tribuna autorità e, se necessario, anche scendere negli spogliatoi, pur non trattandosi di una consuetudine.
Un elemento che complica il quadro è che pochi giorni dopo, il 5 aprile, Doveri venne comunque designato per Parma-Inter in campionato. Inoltre, tra gli episodi sotto osservazione rientra anche la scelta dell’arbitro Andrea Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile, ritenuto “gradito” ai nerazzurri. Una partita poi vinta dal Bologna 1-0 tra le polemiche per il gol di Orsolini allo scadere, fortemente contestato perché nato da una rimessa laterale irregolare, battuta circa 20 metri più avanti rispetto al punto originale. Solo gli sviluppi attesi nelle prossime settimane potrebbero chiarire i contorni di quanto accaduto quella sera a San Siro e il ruolo dei soggetti coinvolti.