Inchiesta arbitri, l’Inter e i suoi dirigenti non sono indagati. Fascicolo aperto a fine 2024
L’indagine della Procura di Milano che vede indagato il designatore Gianluca Rocchi e altre quattro persone, tra supervisori, Var e Avar, è concentrato solo ed esclusivamente sul mondo arbitrale. Questo, spiegano gli inquirenti, il perimetro per cui si indaga a partire dalla fine del 2024. Non solo. Sempre secondo chi indaga, né l’Inter né i suoi dirigenti risultano indagati. Questa la novità emersa pochi minuti fa.
Come detto sono cinque, al momento, gli indagati noti dell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, ossia quelli di cui si conoscono i nomi, ma da quanto si è saputo le persone iscritte sarebbero di più, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con “più persone“. Oltre a Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, sono infatti indagati anche gli addetti al var Luigi Nasca, Rodolfo Di Vuolo e Daniele Paterna. In Procura si respira un clima di tensione, che sembra legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio. Nessuna comunicazione formale è stata rilasciata a riguardo. In realtà, dal 25 aprile, giorno dell’arrivo delle notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, non c’è stata alcuna nota ufficiale.
L’inchiesta ha portato all’autosospensione sia di Gianluca Rocchi da designatore arbitrale, sia di Andrea Gervasoni da supervisore var. Da quanto si è saputo, si tratta di un unico fascicolo di indagine che potrebbe essersi formato anche a seguito della denuncia nel 2024 di un avvocato e tifoso veronese dopo Inter-Verona, ossia la partita del gennaio di due anni fa dell’ormai nota gomitata del difensore nerazzurro Bastoni. Nell’indagine, tra l’altro, è confluito l’esposto dell’ex guardalinee di serie A Domenico Rocca, ascoltato come teste dal pm lo scorso luglio.
Domenico Rocca aveva denunciato una serie di “veleni” nel mondo degli arbitri, ha descritto un meccanismo che “altera i regolamenti” per “ottenere i propri obiettivi”, con tanto di favoritismi alle squadre, e “preservare” i propri “uomini”. E ha messo in fila una serie di partite in cui sarebbero stati violati i “principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni”.
Sono tre gli episodi contestati a Gianluca Rocchi: il primo del 2 aprile 2025 quando, per l’andata del derby di Coppa Italia, avrebbe deciso “in concorso con più persone presso lo stadio di San Siro” l’arbitro di Bologna–Inter, cioè Andrea Colombo, in quanto “gradito” ai nerazzurri. Il secondo episodio è del 20 aprile 2025, quando Rocchi avrebbe scelto Daniele Doveri, “poco gradito” al club nerazzurro per la semifinale di ritorno in modo da “assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A”. E di questo ha parlato anche il presidente dell’Inter Beppe Marotta.
Il terzo episodio è quello noto da tempo e fa riferimento alla sfida tra Udinese e Parma dell’1 marzo 2025. L’arbitro Fabio Maresca non ritiene che il fallo in questione sia da calcio di rigore e il var Paterna sembra d’accordo, ma a un certo punto un video mostra si gira, parla con qualcuno alle spalle e poi cambia idea. Convocato dalla procura come testimone, successivamente iL verbale fu sospeso e lui è stato iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza.
Gervasoni, invece, è indagato per Salernitana–Modena dell’8 marzo 2025 per un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala var. Di Vuolo è stato iscritto in quanto era assistente var nella partita Inter–Verona, match in cui era “varista” anche Luigi Nasca, il quale lo era anche in Salernitana-Modena.
Intanto l’Aia ha rotto il silenzio con una nota ufficiale: “L’Associazione Italiana Arbitri esprime il proprio rammarico per quanto appreso dagli organi di stampa in relazione alla vicenda che coinvolge il designatore arbitrale della Can A e B, Gianluca Rocchi, e il componente Andrea Gervasoni. Il Comitato Nazionale, nella seduta odierna, provvederà alle determinazioni conseguenti e ad assicurare la continuità della funzione tecnica della citata Commissione”, ha spiegato l’Associazione italiana arbitri in una nota.
“Quanto alla specifica vicenda, il Presidente dell’Aia, Antonio Zappi, ricevuto l’esposto presentato dal sig. Domenico Rocca dispose immediatamente l’invio della documentazione pervenuta alla Procura Federale della Figc -si legge nel comunicato dell’Associazione italiana arbitri-. Successivamente, l’Associazione ha preso atto dell’avvenuta archiviazione del procedimento in ambito sportivo. Il nuovo regolamento tecnico dell’Aia, in vigore dal 1 luglio 2025, dispone ora che il Responsabile della Can, in occasione di ogni turno di gara dei campionati di Serie A e Serie B e nelle altre competizioni con Var, può designare, secondo le proprie valutazioni, un supervisore tra i componenti della Commissione, incaricato di svolgere un debriefing tecnico post-gara e di redigere una relazione sull’attività svolta, rimessa alla facoltà del Responsabile della Can”.