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Grazia a Minetti, il Pd rompe il silenzio sullo scoop del Fatto (ma solo dopo i chiarimenti chiesti dal Colle): “Cosa aspetta Meloni a far dimettere Nordio?”

Dopo il silenzio durato più di due settimane e solo dopo l'intervento del Quirinale, i dem chiedono un passo indietro al ministro della Giustizia
Grazia a Minetti, il Pd rompe il silenzio sullo scoop del Fatto (ma solo dopo i chiarimenti chiesti dal Colle): “Cosa aspetta Meloni a far dimettere Nordio?”
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Dopo giorni di silenzio, più di due settimane dopo lo scoop de il Fatto quotidiano e solo dopo la richiesta di chiarimenti da parte del Colle, il Partito democratico rompe il silenzio. La prima a parlare è stata infatti la responsabile giustizia dem Debora Serracchiani: “Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio?”, si legge in una nota. “Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo. Quanto sta emergendo è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali”.

Per Serracchiani, il Guardasigilli deve prendere atto dell’errore e andarsene: “Il caso Minetti”, si legge ancora, “rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce. Qualora emergesse la falsità di alcuni elementi sottoposti al Quirinale,

saremmo di fronte a un segnale evidente di superficialità nella gestione di un procedimento di massima sensibilità costituzionale. Un atteggiamento che equivarrebbe al tradimento del rapporto fiduciario istituzionale con il Quirinale da parte del ministro Nordio, che rappresenta il vertice della nostra Repubblica e il garante della Costituzione. Sarebbe inaudito. Ma già il fatto che ne stiamo discutendo è estremamente grave: Meloni non può far finta di nulla. Le responsabilità politiche sono chiare e non si tratta di una questione tecnica, ma di una questione istituzionale e politica di primissimo piano. Non c’è più tempo da perdere: Nordio deve fare un passo indietro”.

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