Se c’è una gara a chi produrrà il primo film interamente creato con l’Intelligenza Artificiale, pare che Bollywood la stia per vincere. Si intitola “Maharaja in denims” e, se tutto va bene, dovrebbe uscire in India tra pochi mesi. Se tutto va bene. Perché a quanto pare una delle motivazioni di un ritardo d’uscita oramai dilatato oltre l’anno, l’anno e mezzo, pare essere che le tecnologie IA si superano talmente tanto l’una rispetto all’altra, anche giorno per giorno, che “Maharaja in denims” viene continuamente ritoccato, riconfigurato, “rigirato”.
Già perché questa produzione indiana è priva di cast artistico e tecnico: non ci sono attori, non ci sono maestranze, nemmeno uno scenografo, un costumista, un truccatore, e manca pure il set. Nel caso specifico tutto il classico apparato produttivo industriale del cinema è stato sostituito e ricostruito dai, e con, programmi di AI. Eccezion fatta, mica è cosa da poco, dalla colonna sonora che includerà musica tradizionale, con una canzone principale interpretata dal cantante indiano Sukhwinder Singh, potente voce del brano “Jai Ho” che trascinò “The millionaire” di Danny Boyle all’Oscar.
“Maharaja in denims”, inoltre, è tratto dall’omonimo romanzo di successo del 2014 di Khushwant Singh che a sua volta è diventato produttore esecutivo dell’operazione trasposizione cinematografica in AI. Insomma, per diventare il primo film “interamente” composto in AI siamo un po’ lontanini, in quanto script e musica sono del tutto umane. Anzi, il plot creato con facoltà umane del romanzo scritto da Sukhwinder Singh è la storia di un adolescente convinto di essere la reincarnazione di Maharaja Ranjit Singh, il leggendario fondatore dell’Impero Sikh nel XIX secolo, che finisce vittima delle rivolte anti-Sikh del 1984.
“Non ci sono compensi per gli attori, non ci sono problemi se arrivano in ritardo o causano ritardi. Non ci sono set. È pura creatività della mente e della macchina”, ha spigato con fierezza Singh all’AFP, come fosse il padrone del vapore che si libera degli operai di fronte al nuovo macchinario che lo farà risparmiare costi e tenersi in tasca ben più ingenti profitti. Nel 2024 Singh e Gurdeep Singh Pall, co-fondatore di Intelliflicks ed ex responsabile dell’intelligenza artificiale aziendale e dell’incubazione di prodotti presso Microsoft, hanno assunto un team di sei persone, tra cui un regista e un direttore della fotografia, per realizzare Maharaja in Denims in AI.
I producer hanno poi spiegato di aver “trovato la formula vincente” per la realizzazione di film con l’AI in quanto i film mitologici, di fantascienza e storici, in cui i volti dei personaggi sono meno definiti, sono molto più facili da produrre rispetto al cinema realistico. Già, perché non solo Maharaja in Denims alla fine della fiera non è affatto un film creativamente realizzato al 100% in AI (umani sono script e musica, nonché ritocchi di regia, fotografia e montaggio, come abbiamo visto), ma vedendo il trailer del film si ha la solita sensazione che si ha di fronte a protagonisti in primo piano ricreati in AI: sanno di plastica e artificio lontano un miglio.
I produttori risparmieranno milioni ma a livello estetico difficile pensare che orde di adolescenti abituati a quell’immagine finta vista in mini video sui social possono rimanere incollati allo schermo per due ore. Si tratta di una sfida nient’affatto scontato che ha, come unico obiettivo, quello di centralizzare i profitti in ancora meno mani licenziando dai processi produttivi migliaia di addetti ai lavori in carne ed ossa. E comunque se sfida deve essere, sfida sia. Almeno in India. Come riporta AFP ci sono altri progetti totalmente (o quasi) AI in India che rischiano di uscire prima di Maharaja in denims: il film mitologico Chiranjeevi Hanuman: The Eternal o quello in lingua kannada Love You. Un altro concorrente, Naisha, ha dovuto posticipare la sua data di uscita prevista per maggio 2025 a causa di problemi tecnici non specificati, secondo quanto riportato in un post sui social media dalla casa di produzione.
Insomma, non è detto che i ritardi siano eminentemente di sovrabbondanza tecnologica, ma che in fondo questo mercato del ritocco e dell’artificio non sia così già pronto in tavola per diventare un affare con ricavi di massa. Infine va segnalato che secondo alcune fonti francesi Maharaja in denims sarebbe dovuto persino finire in prima a Cannes 2026. Passerella prestigiosa dove qualche anno fa vennero banditi i film prodotti dai giganti dello streaming come Netflix e Apple. Blocco che poi venne felicemente revocato dagli organizzatori cannensi.