Scandalo escort, Leao: “Non sono coinvolto e non ho commesso reati”. I legali di Calafiori: “È estraneo all’indagine in tutto e per tutto”
Rafa Leao e Riccardo Calafiori professano la loro totale estraneità all’inchiesta della Procura di Milano per un giro di escort di lusso con clienti anche alcuni calciatori di Serie A. L’indagine, portata avanti dalla Guardia di Finanza, ha portato all’arresto della coppia Buttini–Ronchi e di altri due collaboratori della società Ma.De.: sono accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, in merito alle serate nei locali della movida milanese con finale in hotel di lusso a base di sesso. Tra i loro clienti c’erano appunto diversi calciatori – nessuno è indagato – e i loro nomi sono emersi in una pagina del decreto di perquisizione: sono stati anticipati dal quotidiano il Giornale e poi diffusi dall’agenzia Ansa.
“In questi giorni il mio nome, come quello di altri calciatori, è comparso su siti, social e giornali in riferimento a un’inchiesta della Procura di Milano. Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell’inchiesta”, ha scritto Rafa Leao in una storia su Instagram. L’attaccante portoghese del Milan ha aggiunto: “Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato. Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata“. Leao ha quindi concluso: “Prima che calciatori, siamo persone con una famiglia e una reputazione. Per questo ho già dato mandato al mio legale di tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continuerà a diffondere notizie false o lesive della mia reputazione”.
Un altro calciatore citato tra le “parole chiave” indicate dai pm milanesi nel decreto di perquisizione, stando a quanto emerso, è Riccardo Calafiori. Il difensore dell’Arsenal e della Nazionale si è rivolto allo studio legale Conte, che in una nota scrive: “Il nominativo del nostro cliente non compare in nessun atto dell’indagine attualmente in corso sui Signori Buttini-Ronchi e sulle di loro attività, rispetto alla quale deve essere dato opportuno risalto all’unica circostanza obiettiva allo stato nota e cioè che il signor Calafiori è estraneo ad essa in tutto e per tutto“. I legali di Calafiori sottolineano che il nome del loro cliente sia emerso appunto solamente da “una ricerca per parole chiave condotta sul decreto di perquisizione”, come si legge nella richiesta di rettifica inviata ai media.
Nessuno dei calciatori risulta indagato e a nessuno possono essere imputati dei reati. Allo stato, per come emerge dal decreto di perquisizione, i nomi dei giocatori contenuti nell’elenco delle parole chiave sono 65. Ci sono calciatori o ex calciatori molto noti di Inter, Milan, Juve, Atalanta, Sassuolo e Torino. Sono i termini che la Procura di Milano ha indicato per le ricerche da effettuare durante l’analisi dei telefoni e dispositivi degli indagati. Il fatto che alcuni calciatori siano citati non implica quindi alcun coinvolgimento. I calciatori citati, inoltre, potrebbero aver semplicemente partecipato alle feste nei locali della movida milanese, organizzate dalla Ma.De. Milano, ma non aver usufruito poi di quel “servizio extra” fatto di notte in albergo e sesso a pagamento.