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Mondiali, Italia al posto dell’Iran? La risposta di Teheran: “Parteciperemo con orgoglio”. L’ambasciata: “Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici”

Una portavoce del governo iraniano nega l'intenzione di boicottare la Coppa del Mondo. Anche il presidente del Coni Buonfiglio critica l'iniziativa di Zampolli: "Mi sentirei offeso"
Mondiali, Italia al posto dell’Iran? La risposta di Teheran: “Parteciperemo con orgoglio”. L’ambasciata: “Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici”
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L’Iran si sta preparando per una “partecipazione orgogliosa e di successo” ai Mondiali negli Stati Uniti. Poche ore dopo la notizia del pressing di Paolo Zampolli, l’inviato speciale di Donald Trump, sul presidente Usa e su Gianni Infantino per convincere la Fifa a sostituire l’Iran con l’Italia alla prossima Coppa del Mondo, ecco arrivare la presa di posizione del regime di Teheran. Che forse non era mai stata così netta: “Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato, su ordine del ministro, la piena preparazione della nostra nazionale di calcio per la partecipazione ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti”, ha dichiarato mercoledì alla televisione di stato iraniana la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohejerani.

La dichiarazione arriva appunto a poche ore dalla notizia rivelata dal Financial Times sull’iniziativa di Zampolli, che lui stesso ha confermato al quotidiano britannico. Peraltro, la stessa Fifa ha già smentito che ci sia l’intenzione di sostituire l’Iran con gli Azzurri. Una figuraccia per il calcio italiano, ulteriormente svilito da questa proposta di Zampolli, che è stata stigmatizzata anche dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: “Italia ai Mondiali al posto dell’Iran? Intanto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Di andare ai mondiali bisogna meritarselo“.

La Fifa ha sempre affermato che l’Iran giocherà i Mondiali, attenendosi al calendario stabilito con i sorteggi dello scorso dicembre. Il regime di Teheran inizialmente aveva annunciato il boicottaggio, per poi cambiare posizione. Un passo avanti è stato compiuto il 31 marzo, quando il presidente della Fifa Gianni Infantino si è recato in Turchia per incontrare i dirigenti e i giocatori del calcio iraniano, dove la squadra ha disputato due amichevoli di preparazione. La portavoci Mohejerani oggi ha spiegato: “Sono stati presi i provvedimenti necessari affinché questi ragazzi possano partecipare con orgoglio e successo ai Mondiali“.

L’iniziativa sconclusionata di Zampolli ha nel frattempo provocato anche la reazione dell’ambasciata dell’Iran a Roma: “Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. L’Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche”, si legge in un post su X. Che aggiunge: “Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale‘ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”.

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