Un figlio può davvero cambiare tutto. A volte sconvolge i piani, altre volte li rimette in ordine. È questo il filo conduttore del racconto di Samanta Togni, ospite di Caterina Balivo a La volta buona nella puntata del 22 aprile, in cui la conduttrice ha ripercorso uno dei momenti più complessi della sua vita.
Un periodo segnato da un disturbo alimentare che l’aveva portata a pesare appena 44 chili, e da una fragilità profonda che, nel tempo, ha trovato una via d’uscita inattesa: la maternità: “Ho sofferta di disturbi alimentari. Sono stata aiutata dalla mia famiglia, mia mamma mi è stata molto vicino. Io ero molto giovane, ho avuto un figlio a 20 anni, quando sono rimasta incinta le mie priorità sono cambiate. Non dovevo pensare solo al mio benessere ma a quello del bambino. Così l’approccio sia col cibo che alla vita è completamente cambiato. Da quel momento è iniziata la mia reale guarigione che è psicologica fondamentalmente”. È proprio la nascita del figlio, come lei stessa sottolinea, a rappresentare lo spartiacque tra la sofferenza e un percorso di ricostruzione interiore. Non un cambiamento immediato o semplice, ma l’inizio di una guarigione più profonda, soprattutto psicologica.
Come è iniziato tutto
Il disturbo alimentare di Samanta Togni affonda le sue radici in un periodo familiare particolarmente complesso, segnato dalla separazione dei genitori. Un momento di rottura che ha inciso profondamente sul suo equilibrio emotivo, fino a trasformarsi in una sofferenza silenziosa. Ospite a La volta buona nel 2025, la conduttrice ha spiegato come il rifiuto del cibo sia diventato, senza piena consapevolezza, una forma di richiesta d’aiuto: “Era un periodo complicato. I miei genitori si stavano separando. Era modo per chiedere aiuto. Quando si soffre così tanto, diventiamo un po’ egoisti. La sofferenza è così forte che a volte non riusciamo nemmeno a vedere il dolore degli altri, anche quello di un figlio”.
Un disagio che l’ha portata anche ad allontanarsi dall’Italia, vivendo tra America e Inghilterra, dove però la situazione è peggiorata ulteriormente. Al ritorno in patria, la realtà è apparsa ancora più evidente. A quel punto è intervenuta la madre, che l’ha accompagnata in un percorso di presa di coscienza: “Mia mamma mi ha portato dal dottore e dopo mi ha fatto vedere un confronto di foto di come ero prima e di come ero diventata. Ti si spengono un po’ gli occhi”.
L’amore per il figlio Edoardo
Il grande amore di Samanta Togni è il figlio Edoardo, nato nel 2001 dal matrimonio con l’imprenditore Mirko Trappetti. Un legame che la stessa ballerina ha spesso raccontato come il centro della sua vita, soprattutto alla luce di un percorso personale complesso e di una maternità arrivata in giovanissima età, quando lei aveva vent’anni.
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