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Dal miracolo al baratro: 10 anni dopo il trionfo con Ranieri, il Leicester sprofonda in terza serie. Le ragioni della triste parabola

Quello che è accaduto non è solo imputabile a un budget ridotto: ci sono state scelte sbagliate negli uomini delle catene di comando, dagli allenatori fino ai direttori sportivi
Dal miracolo al baratro: 10 anni dopo il trionfo con Ranieri, il Leicester sprofonda in terza serie. Le ragioni della triste parabola
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Il modo peggiore per festeggiare il decennale dello storico trionfo in Premier League, sotto la guida di Claudio Ranieri: il 2-2 in casa con l’Hull City ha infatti certificato la seconda retrocessione di fila del Leicester, sprofondato in League One dopo una stagione orribile. Le Foxes tornano in terza serie dopo 17 anni e la favola che incantò il mondo nel 2016 è davvero solo un ricordo, al quale si aggrappano i tifosi che, allo stadio King Power, hanno assistito martedì sera a una caduta annunciata. Il club ha organizzato una festa per celebrare il successo di dieci anni fa, con una partita di beneficenza che vedrà in campo gli eroi di quell’impresa. Sono stati invitati tutti i protagonisti di allora, compreso naturalmente Claudio Ranieri.

Il 2 maggio 2016 il Leicester vinse il primo campionato inglese della sua storia. La conquista del titolo era stata quotata a inizio stagione 5000/1: chi ebbe il coraggio di scommettere sulle Foxes, investendo un piccolo gruzzolo di denaro, diventò ricco. Il seguito della favola fu la partecipazione alla Champions League, nella quale il Leicester si fermò ai quarti e, nel 2021, il successo in Coppa d’Inghilterra, sotto la guida di Brendan Rodgers, con il sigillo successivo della Community Shield. La partecipazione alla Conference League, nella stagione 2021-2022, con l’eliminazione in semifinale sotto i colpi della Roma di José Mourinho, è stato l’ultimo raggio di sole. La retrocessione in Championship del maggio 2023, preceduta dall’addio di Rodgers ad aprile, è stato il principio della discesa. Dopo la partenza del tecnico nordirlandese, sono sfilati sette allenatori, ma l’unica scelta veramente azzeccata è stata quella di Enzo Maresca, protagonista del ritorno in Premier nel 2024. Dopo di lui, il diluvio.

L’attuale presidente, Aiyawatt ‘Top’ Srivaddhanaprabha, ha dichiarato: “La responsabilità della retrocessione del club in League One ricade su di me”. È indubbio che all’origine del ridimensionamento del Leicester ci siano gli errori commessi dai vertici della dirigenza, ma qui bisogna ricordare che la crisi parte da molto lontano, precisamente dal 27 ottobre 2018, quando l’elicottero che trasportava Srivaddhanaprabha senior si sfracellò all’esterno dello stadio. La scomparsa del fondatore di King Power, compagnia thailandese di duty free, catapultò in prima linea il figlio, fino a quel momento ombra del padre Vichai. All’epoca, Aiyawatt aveva 33 anni. Nel 2020, il suo nome apparve nella lista Forbes dei cinque miliardari più giovani d’Asia. Srivaddhanaprabha senior aveva acquistato il club nel 2010. Il titolo inglese conquistato nel 2016 catapultò il suo nome sul palcoscenico internazionale. Il premio-regalo per ciascuno dei 19 giocatori della rosa fu una BMW del valore di 100mila sterline.

I due anni della pandemia Covid hanno avuto un impatto devastante per la King Power. La crisi ha coinvolto anche il Leicester, ma quello che è accaduto dal 2022 a oggi non è solo imputabile a un budget ridotto: ci sono state scelte sbagliate negli uomini delle catene di comando, dagli allenatori fino ai direttori sportivi. L’addio di Jamie Vardy, nell’estate 2025, con il trasferimento alla Cremonese, ha chiuso un’epoca straordinaria. Il bomber, 500 presenze e 200 gol con la maglia delle Foxes, è stato l’ultimo dei mohicani.

Dopo la retrocessione in Championship del 2025, la squadra è stata affidata con un contratto triennale allo spagnolo Marti Cifiuentes, reduce da due stagioni alla guida del QPR. Cifuentes, 43 anni, è stato esonerato il 25 gennaio 2026, dopo l’1-2 contro l’Oxford United, con le Foxes al 14esimo posto in classifica. Dopo 24 giorni di interim dell’ex centrocampista Andy King, il 18 febbraio il Leicester ha scelto Gary Rowett, ma con il tecnico inglese la situazione è precipitata, fino alla retrocessione maturata alla terzultima di campionato. I sei punti di penalizzazione per violazione delle regole della sostenibilità finanziaria hanno pesato in modo determinante.

In queste ore, c’è la flebile speranza di un colpo di scena, a causa di un’accusa mossa dalla EFL (la lega di Championship) contro il WBA, sempre in relazione a violazioni delle regole del Fair Play Finanziario. Nel caso in cui dovesse scattare una penalizzazione a carico del West Bromwich Albion, il Leicester potrebbe tornare in gioco, ma le possibilità sembrano remote.

Nell’estate 2025, dopo il ritorno in Championship, sono stati ceduti 12 giocatori. Una cura dimagrante obbligata, per abbassare il montestipendi, ma nella rosa attuale non mancano nomi importanti: il difensore danese Jannik Vestergaard, l’esterno portoghese Ricardo Pereira, il portiere bosniaco Asmir Begovic, il centrocampista inglese ed ex nazionale Harry Winks, il jolly Oliver Skipp, gli attaccanti Jordan Ayew, Patson Daka e Bobby De Cordova-Reid. Gente che ha giocato in Premier, ma si è persa nelle battaglie della Championship. Con il crollo, sono saltati i nervi: Winks ha sfiorato la rissa con un tifoso dopo la sconfitta del 18 aprile a Portsmouth.

Il club ha annunciato che dopo questo umiliante ritorno in terza serie “saranno prese le decisioni necessarie”, senza però specificare quali siano. Martedì sera, allo stadio ci sono stati una serie di confronti animati con i tifosi. Il presidente ha parlato con un gruppetto di persone, mentre il centrocampista Hamza Choudhury ha dovuto rispondere alle accuse di scarso impegno da parte della squadra. Rowett andrà via. La rosa sarà smantellata. Si ripartirà con uno sguardo attento e obbligato ai conti. La tristezza di questa parabola è nelle parole di Dean Holden, originario di Leicester, tecnico in seconda dell’Hull, l’avversario che ha certificato la retrocessione nel 2-2 di martedì: “È un vero peccato vedere le Foxes in questa situazione. Dieci anni fa erano la seconda squadra di tutti”.

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