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Le alternative al viaggio in aereo? I treni ci sono ma spesso è impossibile prenotarli

Circa la metà delle rotte aeree più trafficate dell'Ue sono "difficili o impossibili" da prenotare in treno. Lo spiega l'analisi di un think thank ripresa dal Guardian: "Se fosse più facile prenotare il 40% degli europei userebbe le rotaie"
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Mentre la crisi in Medioriente continua e lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, il sistema globale dei trasporti trema sotto il peso della scarsità di carburante. A rischiare molto è il comparto aereo. Con l’estate alle porte – tra rischi cancellazioni voli e impennata dei prezzi – milioni di viaggiatori iniziano a considerare l’ipotesi di restare a terra. Rimane l’opzione di passare le ferie in posti più raggiungibili usando magari il caro vecchio treno. Come spiega il Guardian però se il sistema ferroviario europeo è a un livello “preistorico” anche le rotaie potrebbero rivelarsi un problema.

Secondo un’analisi condotta dal think tank Transport & Environment (T&E), ripreso dal quotidiano britannico, il sistema di prenotazione dei biglietti ferroviari è “difficile o impossibile” da utilizzare per quasi la metà delle rotte aeree internazionali più trafficate in Europa. Per fare un esempio non è possibile prenotare sul sito web di nessuna compagnia ferroviaria tratte molto popolari come Lisbona-Madrid o Barcellona-Milano.

I numeri lo confermano. Nel 20% delle 30 rotte analizzate, selezionate tra le più trafficate in Europa escludendo isole e tratte oltre i 1.500 chilometri, non è possibile comprare un biglietto valido per l’intero viaggio. Nel restante 27%, i biglietti sono disponibili solo tramite un singolo operatore. “Questo rapporto mette in luce un sistema ‘dell’età della pietra’ in cui i principali operatori spesso non riescono nemmeno a mostrare, figuriamoci a vendere, i collegamenti transfrontalieri disponibili o le tariffe più economiche della concorrenza”, ha detto al Guardian Brian Caulfield, ricercatore nel campo dei trasporti presso il Trinity College di Dublino.

Proprio il concetto della concorrenza evocato da Caulfield è centrale. I passeggeri infatti tendono a prenotare i biglietti sui siti web dell’operatore dominante del proprio paese, anche perché il sistema europeo è frammentato. Gli operatori storici non vendono i biglietti della concorrenza sull’86% delle tratte in cui esiste competizione, mentre sul 59% delle tratte l’alternativa non viene nemmeno visualizzata. Il passeggero resta così intrappolato in un ecosistema chiuso, dove la scelta più semplice non è necessariamente la migliore. Come spiega Georgia Whitaker, attivista per le politiche ferroviarie presso T&E e autrice del rapporto, spesso il viaggio in treno è più costoso del viaggio in aereo, ma solo perché “a causa della mancata promozione di servizi alternativi sulla stessa tratta, i passeggeri non sono consapevoli del fatto che esistono opzioni più economiche“.

Tutte difficoltà che mostrano un sistema obsoleto che va contro i reali desideri dei viaggiatori. Un sondaggio YouGov del 2025, commissionato da T&E, ha rivelato che il 61% dei viaggiatori ferroviari a lunga percorrenza ha evitato di viaggiare a causa della difficoltà di prenotare un biglietto. Un dato che però contrasta con chi vorrebbe usare le rotaie se solo fosse più facile: oltre il 40%. Per questo la Commissione europea ha previsto di pubblicare un pacchetto di biglietti unici il 13 maggio per consentire ai cittadini europei di viaggiare più facilmente.

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