Più di cento animali rinchiusi nella stessa casa, senza cure, senza spazio, senza via d’uscita. Non è l’inizio di un racconto estremo, ma ciò che i soccorritori si sono trovati davanti entrando in un’abitazione a Duitama, in Colombia: 104 tra cani e gatti ammassati in condizioni definite critiche. A colpire, prima ancora dei numeri, sono state le immagini. In una stanza, oltre trenta gatti stretti su un tavolo, immobili, allineati uno accanto all’altro, a fissare chi entrava. Una scena così irreale da sembrare costruita, quasi artificiale. E invece era solo il riflesso di una situazione fuori controllo.
Quella casa doveva essere un rifugio per animali. Col tempo, però, si è trasformata in un luogo di accumulo: spazi saturi, nessuna igiene, feci e urina ovunque, presenza di roditori e totale assenza di assistenza veterinaria. Molti animali non erano mai stati sterilizzati, diversi erano malati o gravemente debilitati.
Il salvataggio
L’intervento è stato massiccio. Otto fondazioni, insieme a volontari e veterinari, hanno lavorato per mettere in salvo tutti gli animali. Un’operazione complessa, resa ancora più urgente dalle condizioni di alcuni di loro, incapaci perfino di reggersi in piedi.
Ora i 104 animali sono al sicuro, distribuiti tra diverse organizzazioni. Ma la situazione resta delicata: alcuni gatti sono in gravidanza e il numero di animali da assistere è destinato a crescere. Le associazioni parlano chiaro, il salvataggio è solo l’inizio: “Abbiamo salvato 104 vite, ma ora inizia la parte più difficile”.
Servono cure, cibo, farmaci, sterilizzazioni. E servono risorse. Per questo è stato lanciato un appello, mentre le immagini continuano a circolare e a scuotere l’opinione pubblica. Ed è proprio da quelle immagini che è partita una seconda, enorme macchina dei soccorsi. In tanti, infatti, colpiti dalla storia, si stanno facendo avanti per adottare o offrire un aiuto economico.
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