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“Alcune società sono venute a trovarmi anche prima della partita contro la Bosnia”: le parole di Malagò

L'ex numero 1 del Coni per il momento si nasconde sulla sua candidatura alla presidenza della Figc, ma sottolinea che alcuni club di Serie A lo cercano ancora prima della disfatta che è costata i Mondiali
“Alcune società sono venute a trovarmi anche prima della partita contro la Bosnia”: le parole di Malagò
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“Io candidato alla Figc? Non si può dire assolutamente, è ovvio che uno riflette come sto facendo in questi giorni. Perché se ti vengono a trovare delle società, anche prima della partita contro la Bosnia, che in pochi giorni diventano 19. Vuol dire che c’è un discorso da prendere in considerazione“. Per il momento Giovanni Malagò continua a nascondersi, nonostante l’investitura arrivata dalla Serie A, ma nel frattempo manda messaggi ai suoi amici, rivali e interlocutori. È il gioco delle parti di questa intricata corsa al trono del calcio. In cui ora si aggiunge un nuovo tassello: stando a quanto ha riferito l’ex numero 1 del Coni, alcuni club di Serie A lo avevano contattato per candidarlo alla presidenza Figc già prima della disfatta ai playoff che è costata l’esclusione dai Mondiali per la terza edizione consecutiva. E che ha portato, dopo giorni di pressioni, alle dimissioni di Gabriele Gravina.

Giovanni Malagò ne ha parlato nel corso dell’evento ‘Il Foglio a San Siro‘: “Non credo di dire qualcosa di nuovo, c’era preoccupazione. Ma Gravina ha rappresentato il suo desiderio di portare a fondo il suo mandato. Tra gli impegni che ha, c’è anche quello di difendere ciò che ha fatto”. Poi ha continuato a tenere coperte le sue carte: “Il passo successivo è interpellare le altre componenti, ieri ho incontrato le componenti tecniche allenatori e giocatori. Poi è previsto incontri a breve gli altri presidenti, come è doveroso, ma ho già parlato al telefono con tutti”. Malagò quindi sta cominciano a tessere la sua trama: “Le intenzioni sono propositive, se dovessi andare avanti a mettere già un programma dovrei ascoltare suggerimenti per evitare dinamiche di stallo. Le cose si possono fare a colpi d’ascia o cercando di convincere, con credibilità“, ha aggiunto. Un altro messaggio, tranquillizzante.

Ed è inevitabile il collegamento con le parole del presidente della Federtennis, Angelo Binaghi. I due non si amano, per usare un eufemismo. ” Se le riforme le deve fare Malagò un pò mi viene da sorridere. L’occasione per cambiare il calcio l’aveva otto anni fa”, ha detto il presidente della Fitp qualche giorno fa, per poi aggiungere: “È simpatico, ma per fare le rivoluzioni e le riforme serve essere antipatici”. La replica: “Sotto il profilo tecnico non so cosa si riferisce, ma quando il Comitato Olimpico commissaria una federazione dipende dalla tipicità del commissariamento. Se non ci sono irregolarità amministrative, il mancato funzionamento dei campionati o il mancato rispetto degli espletamenti della giustizia sportiva, non è che puoi cambiare gli aspetti statutari senza passare da una assemblea straordinaria con la condivisione delle componenti. Poi ringrazio Binaghi perchè è una delle prime volte nella vita che mi ha fatto un complimento, almeno che sono simpatico. Io penso che le cose si possono fare bene anche senza essere antipatico“.

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