“È ovvio che tutti dovrebbero condannare le interferenze americane nella politica italiana, chiunque ci sia al governo. Però bisognerebbe farlo sempre, anche quando a interferire era l’amministrazione Biden alle elezioni scorse, l’amministrazione Obama, l’amministrazione Bush, i sinedri europei che danno le pagelle ai buoni e cattivi in Europa e dicono per chi bisogna votare e per chi non bisogna votare”. Così a Otto e mezzo (La7) il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta le parole di solidarietà della segretaria del Pd Elly Schlein nei confronti della premier Giorgia Meloni, dopo gli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
“Le interferenze estere – sottolinea Travaglio – o si condannano sempre o non le si condanna mai. Io mi auguro semplicemente, come ha auspicato Cacciari, che si recuperi il significato vero della parola ‘alleato’. L’alleato sta in piedi e non sdraiato. L’alleato discute con l’altro alleato. E quando ci conviene, bisogna dire dei sì. Quando ci conviene, bisogna dire dei no. “.
E aggiunge: “Secondo me, Trump qualcosa di buono lo ha fatto quando ha cercato di chiudere la guerra in Europa con un compromesso, con una pace possibile, con una pace sporca, in Ucraina. Quello è stato il momento in cui l’Europa unitariamente gli ha detto di no. Purtroppo, ogni volta che non ci conveniva abbiamo detto dei sì: il 15% dei dazi, le armi da comprare agli americani per regalarle a Zelensky, il gas al quadruplo anziché ricomprarlo dai russi – continua – per non parlare di quando abbiamo taciuto in maniera complice, e non alleata, rispetto allo sterminio di Gaza, al caso Venezuela, al caso Groenlandia fino ad arrivare all’apoteosi dell’Iran dove la nostra presidente del Consiglio Ponzia Pilata ha detto: ‘Non condanno e non condivido’. Non mi era mai capitato nella vita di sentire un capo di governo che non sta né a favore, né contro“.
Il direttore del Fatto conclude: “Adesso vedo che la Meloni, dopo che ha perso il referendum sulla giustizia, sta facendo un ‘indietro tutta’ su tutti i fronti. Era piena di impresentabili e li ha cacciati. Su Israele oggi ha sospeso il rinnovo automatico del patto di difesa. Bisognava aspettare oggi quel momento? Non si poteva farlo prima? – chiosa – Almeno quando Israele sparava sul nostro contingente in Libano e noi zitti? Altro che atlantismo, siamo stati dei servitori che si meravigliavano se venivano trattati da servitori. E come dovevamo essere trattati? Per quello che eravamo: dei camerieri“.