“Sempre più persone negli Usa considerano Trump un leader fuori controllo”: la sociologa Theda Skocpol analizza la parabola del presidente
Da nemico dell’ipocrisia della politica americana a leader totalmente “fuori controllo”. Gli ultimi sondaggi riguardanti Donald Trump parlano di un gradimento ai minimi della sua doppia esperienza alla Casa Bianca: sotto il 40%, in calo di 17 punti, più in basso di quanto fece registrare Joe Biden dopo il confronto tra candidati nel giugno del 2024. Numeri che appaiono ancora più disastrosi se si pensa che a novembre il tycoon dovrà affrontare le elezioni di midterm, mentre la pace in Medio Oriente appare oggi ancora molto lontana, il conflitto ucraino, che aveva promesso di fermare appena entrato in carica, è ancora in corso e si fanno sentire le conseguenze delle sue decisioni, dal caro prezzi a tutte le altre conseguenze della guerra dei dazi. Ilfattoquotidiano.it ha chiesto alla sociologa e politologa statunitense Theda Skocpol, cattedra Victor S. Thomas Professor of Government and Sociology all’Università di Harvard, come è cambiata negli americani la percezione del loro presidente, quale sia l’immagine identificativa del Trump 2.0
Dopo il cessate il fuoco con l’Iran, Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno vinto questa guerra “al 100%”. I cittadini americani prendono sul serio affermazioni del genere? Conoscono la complessità per gli Stati Uniti di uscire da un conflitto di questo tipo?
La maggior parte dei cittadini americani non ha piena consapevolezza della complessità di gestione di un conflitto del genere. Nonostante ciò, la maggior parte di loro non prende ormai più sul serio ciò che dicono Trump o la Casa Bianca.
Gli ultimi sondaggi parlano di un consenso in netto calo. A suo avviso, quali sono le principali cause dietro a questo crollo del supporto elettorale?
La diffusa sensazione che Trump e i suoi funzionari stiano concentrando le loro attenzioni solo sulle guerre, sui propri guadagni personali e sul mettere in atto ritorsioni politiche, mentre non si stanno occupando di questioni più importanti che erano anche quelle che li hanno portati alla rielezione. Penso all’aumento costante dei prezzi dei beni di prima necessità.
Nel corso della sua permanenza alla Casa Bianca, il presidente ha spesso usato un linguaggio duro e talvolta disumanizzante nei confronti dei suoi oppositori. Pensa che questa strategia comunicativa risulti ancora efficace?
Trump non ha più mano libera come in passato per usare termini scioccanti per l’opinione pubblica o per compiere azioni crudeli contro gli immigrati. Questo grazie anche alle parole di Papa Leone XIV che si è esposto chiaramente e pubblicamente contro la retorica disumanizzante.
La sua retorica, però, rimane la stessa. È per questo che continua a perdere consenso?
Più semplicemente, ha stancato. Basta parlare con le persone comuni per sentirsi dire sempre più spesso “odio le notizie”. Cercano di zittirle, vogliono uscire dal flusso. In più, come detto precedentemente, non sono più disposte ad ascoltare un linguaggio così crudele.
In passato, Trump è stato percepito da alcuni come un leader che sfidava la presunta ipocrisia delle amministrazioni precedenti. Pensa che questa immagine sia ormai sorpassata?
I sondaggi parlano chiaro: dare la colpa di tutto a Joe Biden è un gioco che non funziona più, è passato troppo tempo ormai. Invece la sua decisione di intraprendere una guerra globale dei dazi, la crudeltà dimostrata in tema d’immigrazione e adesso questo conflitto senza un reale scopo o vantaggio possibile per gli Stati Uniti hanno fatto emergere le sue chiare responsabilità. Trump ama mettersi al centro della scena, ma questo fa sì che non possa più dare la colpa ad altri.
E quindi come viene percepito oggi Donald Trump dagli americani? Se dovesse riconsegnarci un’immagine del presidente quale sarebbe?
Un’immagine polarizzante come in passato. La differenza è che sempre più persone lo considerano un leader fuori controllo.