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Trump: “Bonifichiamo Hormuz per i Paesi che non hanno avuto il coraggio di farlo”. Giallo sul passaggio di navi della Marina Usa dallo Stretto

Mentre a Islamabad si aprono i negoziati di pace, circola la notizia che diverse unità della Marina statunitense abbiano attraversato il braccio di mare conteso sfidando le minacce dei Pasdaran. Ma sono arrivate smentite e controsmentite. E secondo quanto scrive il Nyt, l’Iran è ostaggio delle sue stesse mine
Trump: “Bonifichiamo Hormuz per i Paesi che non hanno avuto il coraggio di farlo”. Giallo sul passaggio di navi della Marina Usa dallo Stretto
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Dichiarazioni, smentite e controsmentite. È giallo sul passaggio di alcune navi della Marina Usa dallo Stretto di Hormuz, controllato dall’Iran e il cui blocco, sin dall’inizio della guerra, ha generato un rincaro globale dei prezzi del carburante. Tutto è partito dall’account X del giornalista Barack Ravid di Axios che, citando un funzionario Usa, ha scritto che per la prima volta dal 28 febbraio, “diverse navi” della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto, senza concordare il passaggio con l’Iran. Ma l’indiscrezione, che giunge nella giornata dell’avvio dei negoziati a Islamabad, è stata smentita dalla tv di Stato iraniana: l’emittente ha precisato che è stato lanciato un avvertimento a una nave militare americana che sarebbe stata attaccata entro 30 minuti se avesse varcato lo stretto, riferisce su X il chief national security reporter della Reuters, Phil Stewart, sostenendo che il vascello si è ritirato dopo l’avvertimento, stando ad un alto funzionario militare iraniano che ha parlato alla tv di stato iraniana. Dopo la smentita, però, arriva la controsmentita degli Stati Uniti: “Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia dall’Iran di attacco alle navi” della marina Usa a Hormuz, ha affermato un funzionario americano, citato sempre da Ravid su X.

Lo Stretto di Hormuz resta al centro, oltre che delle trattative tra le parti, delle dichiarazioni di Donald Trump che sul suo social Truth ha peraltro aggiunto che gli Stati Uniti stanno “iniziando il processo di bonifica dello Stretto come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente – ha aggiunto – non hanno avuto il coraggio o la volontà di fare questo lavoro da soli”. Per il capo della Casa Bianca, inoltre, le mine sono “l’unica cosa” che resta all’Iran, visto che la “Marina è distrutta, la loro Aeronautica è distrutta, il loro apparato antiaereo è inesistente, le loro fabbriche di missili e droni sono state in gran parte annientate insieme ai missili e ai droni”. Dunque “la minaccia che una nave possa ‘incagliarsi’ in una delle loro mine marine” è tutto ciò che resta a Teheran, ha scritto, “e tra l’altro tutte le loro 28 navi posamine giacciono sul fondo del mare”.

L’esistenza delle mine nello Stretto è stata la minaccia che Teheran ha ventilato sin dall’inizio della guerra per intimidire e bloccare le navi. Ma secondo quanto scrive il New York Times, l’Iran non è stato in grado di riaprire Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Funzionari Usa, sotto anonimato, hanno dichiarato al quotidiano che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell’amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto. Si tratta poi – scrive il Nyt – di un potenziale fattore di complicazione per i negoziati in Pakistan per i colloqui di pace.

L’Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l’Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l’Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari.

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