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Il principe Harry in tribunale per la sua fondazione benefica: “Diffamazione e cyberbullismo”. L’ex presidente Sophie Chandauka accusa: “I Sussex si sentono al di sopra della legge”

La causa nasce dopo la rottura con Sentebale, l’ente fondato dal duca del Sussex per sostenere i giovani in Africa: al centro lo scontro con la presidente e le conseguenze su reputazione e donazioni

di Antonella Zangaro
Il principe Harry in tribunale per la sua fondazione benefica: “Diffamazione e cyberbullismo”. L’ex presidente Sophie Chandauka accusa: “I Sussex si sentono al di sopra della legge”

Un divorzio con strascico porterà per l’ennesima volta il principe Harry in tribunale. Questa volta non si tratta delle diverse cause intentate dal figlio ribelle di Re Carlo III nei confronti dei tabloid o del ministero dell’Interno britannico. A trascinarlo in aula sarà ciò che resta di Santebale, una associazione che lui stesso aveva fondato a nove anni di distanza dalla morte di sua madre Lady Diana. Harry ed il suo amico Mark Dyer, un ex membro del consiglio di amministrazione ed ex scudiero di re Carlo, sono accusati di “diffamazione scritta e diffamazione verbale” perchè considerati colpevoli di aver scatenato “una valanga di cyberbullismo” nei confronti dell’ente.

Il divorzio tra Harry e Santebale è avvenuto un anno fa e non è stato banale. L’organizzazione caritatevole creata insieme al principe di Lesotho era nata nel 2006 per aiutare a combattere la povertà e sostenere i giovani del paese del sud dell’Africa, insieme a quelli del Botswana, affetti da Hiv e Aids. Tutto era andato perfettamente fino allo scorso anno quando, una serie di incomprensioni, gelosie e reciproche accuse tra la presidente Sophie Chandauka e il duca del Sussex avevano portato quest’ultimo a rassegnare le dimissioni. La citazione in giudizio presso l’Alta Corte britannica emerge oggi tra i documenti giudiziari depositati il 14 marzo scorso, esattamente ad un anno di distanza dalla rottura definitiva tra le parti.

“Uomini che si sentono al di sopra della legge”

Lo scontro tra Harry e la sua stessa creatura era andato in scena anche a livello mediatico generando molto clamore soprattutto quando la presidente Sophie Chandauka aveva scelto di dare voce alle sue accuse, inizialmente verso membri del Cda non meglio specificati, in una dettagliata intervista trasmessa da Sky News. Le sue accuse erano state piuttosto argomentate mentre raccontava di essere stata vittima sessismo e di “misogynoir”, ovvero una forma di razzismo e di misoginia che si concentra sulle donne di colore. Chandauka è un avvocato originario dello Zimbabwe ed era stata nominata presidente di Santebale nel luglio 2023. Quello che aveva descritto nelle sue accuse era “uno stile diffuso e sistematico” attuato da uomini che si “sentono al di sopra della legge”. La sua determinazione a smascherarlo poi la portò anche a fare apertamente nomi e cognomi: “I Sussex”.

Harry e Meghan: “Un brand tossico”

La coppia “reale” di Montecito veniva definita “un brand tossico”. Il principe Harry, in particolare, dopo le dimissioni, era stato accusato di aver autorizzato la divulgazione di articoli e notizie lesive della sua immagine in tutto il mondo esterno all’associazione senza aver prima informato i suoi membri. “Potete immaginare – aveva chiarito la donna in tv – cosa hanno procurato quegli attacchi, non solo a me, ma anche ai 540 individui che hanno fatto parte dell’associazione Sentebale e alle loro famiglie”. Il principe, andandosene, aveva scritto una lettera di dimissioni piena di solidarietà per il direttivo accusato dalla ormai ex presidente di quei metodi tossici ed aveva espresso tutto il suo rammarico per la situazione che si era generata derubricando a “bugie palesi” le accuse di Sophie Chandauka.

Allo stesso modo, oggi, un portavoce di Harry e di Dyer ha dichiarato che i due “respingono categoricamente le accuse offensive e diffamatorie” che hanno dato il via all’azione legale dell’associazione che oggi non naviga in buone acque. Con l’uscita del cofondatore dal sangue blu, oltre alla campagna mediatica coordinata e diffamatoria che ritiene di aver subito a partire dal 25 marzo 2025, L’ente avrebbe anche dovuto affrontare una serie di interruzioni operative e danni alla sua reputazione e alla sua leadership che avrebbero causato una grave perdita di donazioni e di suoi partner strategici. Un duro colpo per il principe che sta tentando di tutto per riavvicinarsi alla sua famiglia ma che, sempre in questi giorni, è alle prese con i contenuti del libro scritto da Hugo Vicker secondo il quale neanche la regina Elisabetta II, pur avendo un debole per lui, non si è mai fidata della moglie Meghan e di quello che la coppia poteva essere capace di fare. Secondo quanto contenuto in “Queen Elizabeth II: A Personal History“, la nonna: “si rifiutava di rispondere alle sue telefonate a meno che non ci fosse un testimone in grado di registrare ciò che veniva detto”. E a giudicare da come sono andate le cose, forse non aveva tutti i torti.

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