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“Carroll Crater”, l’equipaggio di Artemis II dedica una porzione della Luna alla moglie del comandante Reid Wiseman – IL VIDEO

Durante la storica missione della Nasa, il gesto intimo e potente che, come racconta il The New York Times, unisce esplorazione spaziale ed emozione
“Carroll Crater”, l’equipaggio di Artemis II dedica una porzione della Luna alla moglie del comandante Reid Wiseman – IL VIDEO
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È un viaggio scientifico, è stata raggiunta una nuova frontiera, ma la missione Artemis II è anche altro. Durante il viaggio della missione Nasa, che ha portato esseri umani più lontano dalla Terra di quanto sia mai accaduto, c’è stato un momento di pausa carico di significato umano oltre che scientifico. Gli astronauti, in rotta verso il loro flyby lunare, hanno scelto di dedicare un cratere senza nome sulla Luna a Carroll Wiseman, scomparsa nel 2020 a soli 46 anni. Un gesto d’amore che ha superato i confini del nostro pianeta.

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Carroll, infermiera pediatrica e moglie del comandante della missione Reid Wiseman, rappresenta una figura centrale nella storia personale dell’equipaggio. Secondo quanto riportato dal The New York Times, quando le fu diagnosticato un tumore, Wiseman era pronto ad abbandonare il sogno di diventare astronauta. Fu proprio lei, invece, a spingerlo a continuare. Dopo la sua morte, Wiseman ha cresciuto da solo le due figlie, Ellie e Katherine, definendo quel periodo come il più difficile ma anche il più gratificante della sua vita. La donna incoraggiò il marito, lo sostenne, guardò al futuro con uno sguardo coraggioso.

Quando nel 2023 l’agenzia spaziale lo ha nominato comandante di Artemis II, la sua prima reazione non fu quindi quella di un naturale entusiasmo, ma preoccupazione per come avrebbe dovuto condividere la notizia con le figlie. La risposta della maggiore, Ellie, fu tanto semplice quanto simbolica: preparare cupcake a forma di luna per celebrare il momento.

Durante l’avvicinamento al flyby lunare, è stato il mission specialist Jeremy Hansen a comunicare con il centro di controllo a Houston la richiesta ufficiale: chiamare quel cratere “Carroll”. Situato al confine tra il lato visibile e quello nascosto della Luna, il cratere è descritto come “un punto luminoso”, visibile a tratti anche dalla Terra. Un posto speciale da dedicare alla donna che aveva guardato al futuro.

La richiesta ha dato vita a uno dei momenti più toccanti della missione: gli astronauti si sono abbracciati, visibilmente commossi, mentre a Terra – con la famiglia Wiseman presente – è stato osservato un momento di silenzio. Questo gesto si inserisce in una tradizione meno nota ma profondamente radicata nel programma astronautico: le famiglie degli astronauti entrano a far parte di una rete di supporto già durante l’addestramento, creando legami stretti e duraturi. Hansen ha ricordato proprio questo aspetto, sottolineando come la perdita di Carroll abbia colpito un’intera comunità, non solo una famiglia.

Pochi giorni prima del lancio dal Kennedy Space Center, Wiseman aveva condiviso una foto con le figlie davanti al gigantesco razzo Space Launch System, accompagnata da una frase semplice: “Sono un padre molto orgoglioso”. La dedica del “Carroll Crater” diventa così non solo un tributo personale, ma anche un simbolo universale: dietro ogni missione spaziale ci sono storie di sacrificio, amore e resilienza che continuano a viaggiare, insieme agli astronauti, ben oltre i confini della Terra.

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