Cinema

Cosa succede se la tua futura sposa ti confessa una strage alla vigilia del matrimonio? The Drama con Zendaya e Pattinson è un viaggio disturbante

L anostra recensione di The Drama, il film con Zendaya e Robert Pattinson che racconta di una coppia in crisi dopo una scioccante rivelazione sul passato

di Davide Turrini
Cosa succede se la tua futura sposa ti confessa una strage alla vigilia del matrimonio? The Drama con Zendaya e Pattinson è un viaggio disturbante

Cosa fareste se a pochi giorni dal matrimonio la vostra amatissima sposa confessasse tra amici che quando era piccola aveva programmato una strage a scuola (senza mai compierla, peraltro)? The Drama, il terzo film di Kristoffer Borgli (Dream Scenario) prende fuoco così, con una peregrina, insinuante e disturbante ossessione che attanaglia inconscio e pulsioni di Charlie (Robert Pattinson), vice direttore di un importante museo di un centro urbano statunitense modello costa est. A rendergli psicologicamente impossibili le poche giornate che lo separano dalle nozze è Emma (Zendaya), giovane e candida bibliotecaria, che lui ha abbordato in maniera azzardata e timida, avvicinandola al bancone di un bar mentre lei leggeva un libro. In quella dozzina di minuti che precedono i titoli di testa, e un ballo tra Charlie ed Emma che ne misura la densa temperatura emotiva, Charlie ed Emma raccontano separatamente ai rispettivi amici, in un cocktail visivo frenetico di frammenti del loro passato recente e continuamente incrociato, i bei momenti passati insieme fino al countdown del matrimonio.

Schermaglie amorose, intesa sessuale, vita quotidiana tra fornelli e divano, difetti buffi ribaltati di senso (la risata di lei che per lui è bruttina, ma che tanto ama) sciorinati in un quarto d’ora. Poi, appunto, il ballo. E di nuovo, a seguire, come raffreddati in una lunga sequenza meno ritmata, oliata da un vino macerato nei calici, Emma e Charlie siedono di fronte a Mike (Mamoudou Athie) e Rachel (Alana Haim). Cena tra amici, e prossimi testimoni di nozze, dove scatta il giochino: una cosa brutta che avete fatto e non avete mai raccontato a nessuno. Nonostante Mike, Rachel e Charlie siano stati realmente piuttosto sadici e pavidi, quello che Emma non ha fatto, ma solo immaginato, fa saltare nervi e amicizia a tutti. Quando era piccina, e grazie al fucile del padre in casa, aveva ideato di fare una strage a scuola, in quanto bullizzata dai compagni. Non basta che l’uso nei boschi per allenarsi con quel fucile l’abbia perfino fatta diventare sorda, perché Emma è già moralmente colpevole anche solo di aver pensato a quell’attentato.

Apriti cielo: la cugina di Rachel era pure rimasta paralizzata dopo una di queste stragi, tanto che la damigella taglia i suoi rapporti con l’amica indegna. Charlie è immediatamente meno arrabbiato, ma l’idea della fidanzata che imbraccia un mitra diventa ricorrente e in pochi giorni lo porta ad un delirio che gli fa compiere gesti inconsulti come avventarsi sulla sua provocante segretaria. Il redde rationem sarà proprio le cerimonia di nozze in un crescendo di palpabile tensione e poco nascosti rancori.

Se alla lontana The drama potrebbe apparire figlio di un moralismo protestante alla Festen, in realtà è una trappola ultra materialista ben congegnata stilisticamente e concettualmente attorno alla paranoia sociale a tutti i costi giudicante dell’altro. A salire in cattedra, del resto, è il personaggio di Charlie, con un Pattinson alleniano, balbettante e isterico, che si trova spiazzato rispetto ad un’idealizzazione da lui creata della compagna. Immerso in luoghi urbani e casalinghi freddi e rarefatti, The drama pulsa di una inquieta, sincopata messa in scena dove molti frammenti sonori e visivi cadono come schegge da una sequenza all’altra, creando un senso di spaesamento e spersonalizzazione privo di appigli riconoscibili e totalmente realistici per lo spettatore. Una cifra stilistica che può ricordare il precedente film diretto da Borgli, Dream Scenario con Nicholas Cage, o quel Beau ha paura di Ari Aster (qui produttore esecutivo) dove l’ambiente attorno ai protagonisti non ha più contorni definiti, si sbriciola a suon di ansie profonde e personali e si macchia continuamente di litri di sangue sparso più o meno violentemente. Pattinson è oramai perfetto in questi ruoli da imbranato comico drammatico (vedi Mickey 17); mentre Zendaya ce la mette tutta per uscire dai panni dell’adolescenza performativa chez Spider man, tanto che l’azzardo di lei immaginata dal fidanzato in costumino nero e mezza nuda con un mitra in mano è uno choc libidico mica da ridere. Come tanti recenti film prodotti da A24 assolutamente da vedere.

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