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“Sono in una fase di invecchiamento mentale: guardo le polizze assicurative come a cose stupende. Ma ho una figlia di cinque anni e sono costretto a spostare avanti l’orizzonte”: così Pif

Dal film tratto dal suo libro, dove finge di credere per amore, al Papa “che rompeva gli schemi”, fino al referendum e al caso Delmastro: “Esiste una responsabilità morale, non basta il penale”

di Redazione FqMagazine
“Sono in una fase di invecchiamento mentale: guardo le polizze assicurative come a cose stupende. Ma ho una figlia di cinque anni e sono costretto a spostare avanti l’orizzonte”: così Pif

Dal suo libro, Che Dio perdona a tutti, è stato tratto il film di cui è protagonista e di questa trasposizione ha parlato con Repubblica. Liu è Pif, ovvero Pierfrancesco Diliberto e nella scena si finge credente per amore, per conquistare una pasticcera devota. Verrà smascherato ma a sostenerlo c’è un Papa che ricorda Francesco: “Noi abbiamo scritto quando lui era ancora in vita e questa figura è diventata sempre più importante sul fronte narrativo. A me piacciono quelli che rompono gli schemi. Vivo come un privilegio l’avergli potuto comunicare che avevo scritto un libro, poi un film, per colpa sua, aver filmato quel momento e poterlo mostrare. Era uno che ti scuoteva. E per me, venendo dalla Sicilia, è stato importante quando ha scomunicato i mafiosi: in quel gesto c’era una nettezza forte“. Su Papa Leone XIV va dritto: “Altro stile, più misurato. Però mi pare uno che le sue posizioni le ha chiare. Nel rapporto con l’America mi sembra tenga il punto”.

“Il referendum? All’inizio pensavo che avrebbe vinto il sì. Poi, verso la fine, ho avuto un ottimismo…”

Dalla fede all’atttualità con la domanda se avesse previsto la vittoria del ‘no’ al referendum: “All’inizio pensavo che avrebbe vinto il sì. Poi, verso la fine, ho avuto un ottimismo che di solito non mi appartiene. Vedere tante persone parlare di politica l’ho trovato un buon segno. L’affluenza alta l’ho vista come qualcosa di bello, specie per la partecipazione dei giovani”. E non manca la domanda sulle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro: “La domanda che mi faccio è: se avesse vinto il Sì, si sarebbero dimessi? Esiste una responsabilità morale, non è tutto riducibile al penale. Io vengo da una terra come la Sicilia, dove spesso facciamo finta di niente. C’è un discorso di Paolo Borsellino in cui dice che il fatto che un politico non sia condannato non significa che sia una brava persona. Questa distinzione da noi non è chiara”. Ma sul piano personale, come si vede Pif? In “una fase di invecchiamento mentale: guardo le polizze assicurative come a cose stupende, ne ho fatte su qualunque cosa. Ma, avendo una figlia di cinque anni, sono costretto a spostare in avanti l’orizzonte, oltre la mia vita e sento una responsabilità diversa”.

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