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Tredicenne rapina le Poste con una pistola giocattolo a Biella: rintracciato dai carabinieri

Un minorenne ha fatto irruzione nell'ufficio postale di Vigliano Biellese con un'arma finta e scappa con 500 euro. Aveva l'arma nello zaino
Tredicenne rapina le Poste con una pistola giocattolo a Biella: rintracciato dai carabinieri
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Rapinare le Poste con una pistola giocattolo e incassare 500 euro da nascondere nello zainetto: è stato questo il piano messo in atto da un 13enne questa mattina a Vigliano Biellese. Il minorenne si è diretto all’ufficio postale di Via Libertà e ha fatto irruzione puntando la pistola giocattolo contro i dipendenti. Si è fatto consegnare il denaro in cassa – 500 euro in contanti – e si è allontanato a piedi subito dopo. Con il “bottino” nascosto nel suo zainetto in spalla, il ragazzino è stato poi rintracciato dai carabinieri allertati dai dipendenti dell’ufficio postale. Avendo meno di 14 anni non è imputabile, quindi la sua posizione è stata segnalata alla procura per i minorenni. Da qui partirà probabilmente un percorso con l’interessamento dei servizi sociali.

In generale secondo l’ultimo rapporto di Save the Children cala il numero dei giovani segnalati alla giustizia minorile, ma cresce la loro presenza nel circuito penale e soprattutto cambia la natura dei reati. Negli ultimi vent’anni, i giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni sono passati da circa 23mila nel 2004 a 14.220 nel 2024. Un calo significativo che però si accompagna a un dato opposto: i ragazzi effettivamente presi in carico sono aumentati fino a 23.862. Un fenomeno legato anche alla permanenza più lunga nel sistema penale minorile, favorita da norme più restrittive come il Decreto Caivano. Anche il numero complessivo di minori e giovani adulti entrati in contatto con la giustizia è cresciuto: da 329 ogni 100mila abitanti nel 2014 a 363 nel 2023, pur restando tra i più bassi in Europa. Il 73% ha tra i 14 e i 17 anni.

A cambiare, però, è soprattutto la qualità dei reati. Se quelli contro il patrimonio restano prevalenti, aumentano in modo netto i reati contro la persona: passati da 15.365 nel 2019 a 21.958 nel 2025. Le rapine nel 2024 sono state 3.968, più del doppio rispetto a dieci anni prima. Le lesioni personali sono salite a 4.653 casi contro i 1.921 del 2014, mentre si registrano anche 1.021 risse e 1.880 minacce. Un dato particolarmente allarmante riguarda la diffusione di armi improprie. Le segnalazioni per porto di oggetti pericolosi – dai coltelli alle mazze, fino agli storditori elettrici – sono passate da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024, con 1.096 casi già nel primo semestre del 2025. A Milano, in dieci anni, l’aumento è stato del 455%. Secondo il rapporto, il coltello è sempre più percepito dai giovani come un oggetto “normale”, parte di un kit quotidiano per sentirsi più sicuri o affermare il proprio status. Una dinamica che alimenta quello che gli esperti definiscono un “cortocircuito della paura”: ci si arma per difendersi, ma così si aumenta il rischio di violenza.

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