Libri e Arte

Premio Strega 2026, ecco i 12 libri finalisti: in lizza Bianca Pitzorno, Teresa Ciabatti e Ermanno Cavazzoni, ma anche una giovane sorpresa letteraria

Da Teresa Ciabatti a Bianca Pitzorno, cinque donne e sette uomini in lizza per il più importante premio letterario italiano

di Davide Turrini

Ciabatti, Cavazzoni, Raimo, Vichi, l’83enne scrittrice di libri per ragazzi e la 33enne romanziera e podcaster orginaria dello Sri Lanka. I dodici candidati al Premio Strega 2026 sono serviti. Saranno cinque scrittrici e sette scrittori a contendersi la cinquina finale del più importante premio letterario italiano. Nella dozzina tra i big ci sono tre romanzi targati Einaudi e due di La Nave di Teseo, mentre per la quota editori piccoli e medi fanno il loro ingresso trionfale Quodlibet e L’Orma. Tra questi segnaliamo la candidatura di Ermanno Cavazzoni il 79enne reggiano, docente di Estetica, sceneggiatore per Fellini, “autore di romanzi irregolari su figure eccentriche”, romanziere visionario e ironico, autore di fantasticherie e invenzioni surreali che riecheggiano Zavattini e Celati. Prova ne è Storia di un’amicizia dove Cavazzoni riannoda i fili dell’amicizia proprio con Celati.

Altra signora della letteratura per bambini è l’83enne Bianca Pitzorno che con La sonnambula (Bompiani) propone una storia al femminile, lievemente intinta nella cosmogonia cavazzoniana, di una sonnambula sarda che mette a frutto il suo presunto contatto con l’aldilà andando in trance e vendendo vaticini per signore inquiete. Sempre dalle parti degli over è felice il rientro ai piani alti del 70enne Michele Mari che con Il convitato di pietra (Einaudi) offre un sottile e perfida rappresentazione dell’amicizia tra compagni di scuola in pieni anni settanta.

Giovane invece è Nadeesha Uyangoda, autrice di Acqua sporca (Einaudi), altro racconto al femminile che fa spola tra lo Sri Lanka (paese d’origine dell’autrice) e l’Italia (dove vive da cittadina oggi). Interessante anche l’inserimento in dozzina di un autore che vende molto ma per via di tanti divertenti e puntuti romanzi di genere – la saga gialla del commissario Bordelli – come Marco Vichi. Occhi di bambina (Guanda) è un romanzo per lui sui generis, incentrato sulla storia atipica di una bambina in pieni anni ottanta e sul suo rapporto con una non del tutto conosciuta mamma.

Un altro segreto di famiglia è quello attorno a cui Christian Raimo fonda l’autobiografico L’invenzione del colore (La Nave di Teseo), andando ad affiancare la sorella Veronica che nel 2022 finì in cinquina con Niente di vero. Teresa Ciabatti e Mauro Covacich sono gli altri due pesi massimi della dozzina che entreranno molto probabilmente in finale l’una con Donnaregina (Mondadori) e l’altro con Lina e il sasso (La Nave di Teseo). Di seguito i dodici candidati: Maria Attanasio, La Rosa Inversa (Sellerio); Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet); Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori); Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo); Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi); Matteo Nucci, Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli); Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi); Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani); Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo); Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma); Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi); Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda). La proclamazione della cinquina dei finalisti sarà il 3 giugno 2026, mentre la finale per l’assegnazione del Premio Strega sarà l’8 luglio per la prima volta al Campidoglio di Roma.

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