Forse vi sarete accorti che i metodi per prenotare i ristoranti si fanno via via più stringenti. Spesso non basta compilare un form per specificare numero di coperti da prenotare e l’orario, ma spesso viene chiesta “a garanzia” la carta di credito. Se il cliente non avvisa per tempo, il ristorante si riserva di decurtare una cifra per il “danno” arrecato. Giusto o sbagliato è un modo per chi gestisce un locale per preservarsi. Ma c’è chi si affida ancora ai “vecchi” metodi di prenotazione e poi si ritrovano, loro malgrado, nei guai.
È quello che è accaduto – come riporta Il Messaggero – a un ristorante di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, dove era tutto pronto per accogliere be 25 clienti che avevano prenotato per pranzo. Solo che all’orario nessuno si è presentato. Il titolare preoccupato ha chiamato al telefono cliente “mancato” che aveva fatto la prenotazione e che aveva lasciato un recapito: “Abbiamo avuto un imprevisto, non possiamo venire”. A nulla è valsa la protesta del gestore del locale. È quello che in gergo si chiama “no show”, ossia quando un cliente non si presenta e non avvisa.
È stata Antonella Secchi, direttrice di Ascom (Associazione Commercio Turismo E Servizi ) Vittorio Veneto, a raccontare l’episodio: “Per poter ottenere un risarcimento in caso di ‘no show’, il ristoratore nel momento in cui riceve la prenotazione deve informare il cliente che in caso di mancato arrivo a suo carico ci sarà una penale e deve anche quantificarne i costi. In questo caso, il risarcimento può avvenire chiedendo i dati di una carta di credito o una caparra a garanzia della presenza. Questo ovviamente se si parla di prenotazioni per numeri elevati di persone, come nel caso del ristoratore che aveva avuto una prenotazione per 25. Diversamente, nel caso di un tavolo prenotato per 2-3 persone, questo, in caso di mancato arrivo dei clienti, può essere più facilmente gestito e occupato da terzi”.