“Stiamo riorganizzando i nostri spazi e non possiamo confermare la vostra assegnazione”. Un messaggio su WhatsApp ha decisamente cambiato gli umori di una coppia di 80enni (nello specifico 87 e 82 anni) di Pescara. I nuovi titolari del Lido “Croce del Sud”, dove andavano da 46 anni, hanno così comunicato ai due coniugi che il loro adorato ombrellone non c’era più. La vicenda è stata raccontata dal quotidiano Il Centro.
“Preferiscono i giovani che spendono al bar e al ristorante. Non vogliamo più vederli”, ha spiegato il signor Gabriele. E ancora: “Ci hanno detto che forse c’era una terza fila, ma prima dovevano aspettare la risposta di un altro cliente”. La coppia era naturalmente pronta a pagare per tornare al vecchio posto: “Costa 4mila euro, e noi abbiamo sempre pagato in anticipo“. Poi il sogno si è infranto con una comunicazione di poche righe.
“Non è una questione anagrafica, ma una questione di approccio. Stiamo orientando la struttura verso una clientela più dinamica, – ha detto il titolare – che viva lo stabilimento in modo completo, seguendo modelli di fruizione diversi rispetto al passato. Anche nei momenti di maggiore affluenza, come nel mese di agosto, l’area della prima fila risultava parzialmente vuota, con un impatto negativo sull’immagine complessiva dello stabilimento”.
In città è scoppiata la polemica. Il presidente della Sib Confcommercio Riccardo Padovano ha preso le parti dei titolari del Lido, la Ciba di Laila Di Carlo si è schierata con i clienti. Enrico Di Ciano, consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra, ha preparato un esposto da presentare alla Capitaneria di porto: “L’iniziativa punta a stabilire un precedente chiaro: a Pescara, come in tutta Italia, il mare deve restare accessibile a tutti, senza che nessuno possa sentirsi fuori target su una spiaggia che resta, per legge, patrimonio collettivo”.