Binge eating, bulimia e anoressia: disturbi del comportamento alimentare diversi ma spesso intrecciati, che possono rendere la vita estremamente complessa. A raccontarlo è Roberto Arduini, conduttore de I Lunatici su Radio 2, che in un’intervista a Fanpage presenta il suo libro Un chilo d’anima, un percorso fatto di consapevolezza e contraddizioni.
“Sono sempre stato convinto dagli altri che, una volta arrivato a quel peso, tutto sarebbe stato perfetto: allo specchio mi sarei visto come un divo di Hollywood, ogni problema sarebbe scomparso”, spiega Arduini. Un’illusione in cui molti, tra chi soffre o ha sofferto di disturbi alimentari, possono riconoscersi. Perché il punto di arrivo, quando arriva, non è mai davvero una soluzione: “La nutrizionista che mi seguiva nella seconda parte del percorso mi mise in guardia: stavo diventando anoressico”.
Il suo racconto attraversa tutte le forme del disturbo: “Il mio percorso praticamente parte dal binge eating che mi fa diventare obeso, poi dopo la morte di mia madre divento bulimico, condotte di compensazione, vomito e digiuni per i sensi di colpa cui poi seguivano le abbuffate, ma ero sempre stato sicuro che fosse una questione legata alla forza di volontà e che si sarebbe risolta se fossi stato in grado di fare la dieta definitiva, fare la dieta che mi potesse portare al punto che m’ero prefissato. Una volta raggiunto lo scopo, però, ho continuato ad andare avanti, nel senso che io avrei dovuto pesare secondo questa dottoressa 70 kg ed ero arrivato a 62″. Per anni, però, ha pensato che fosse solo una questione di forza di volontà: “Ero convinto che si sarebbe risolta trovando la dieta definitiva, quella che mi avrebbe portato al punto che mi ero prefissato”.
“Dal giorno alla notte ho smesso di mangiare e ho iniziato a stressare il mio fisico”
Ma anche dopo aver raggiunto quell’obiettivo, il meccanismo non si è fermato: “Avrei dovuto pesare 70 chili, ma sono arrivato a 62 e ho continuato ad andare avanti”. La descrizione delle fasi più dure non lascia spazio a sconti: “C’erano periodi in cui mangiavo più volte al giorno per poi vomitare, una cosa che ti distrugge mentalmente e fisicamente. In altri momenti arrivavo a mangiare 500 calorie, facevo la diretta di notte e la palestra di giorno, fino quasi a svenire”. E ancora: “Dal giorno alla notte ho smesso di mangiare e ho iniziato a stressare il mio fisico in modo assurdo. Andavo in palestra sempre: se saltavo un giorno, per me crollava tutto”.
È con l’arrivo dell’anoressia che emerge una consapevolezza più profonda: non è una questione estetica, ma qualcosa di molto più complesso. E anche i commenti degli altri, spesso fatti senza cattiveria, possono avere un peso enorme: “Erano benzina su questa mia problematica, ovviamente in modo inconsapevole. Sul corpo degli altri ci si deve fare i cavoli propri. Anche un complimento può innescare meccanismi malsani e pericolosi in chi è predisposto”. Un’intervista lunga e densa, in cui Arduini non esclude di continuare a parlare del tema, ma con cautela: “Non voglio dare l’idea di speculare. Mi piacerebbe confrontarmi con quante più persone possibili: genitori, partner, chi ci sta passando. Io non offro soluzioni: l’unica soluzione è parlarne”. E l’invito finale è chiaro: “Se avete comportamenti come quelli che ho descritto, sappiate che non sono normali. Non fidatevi di nessuno, se non di professionisti che possano aiutarvi”.