Beauty e Benessere

Antitrust avvia un’istruttoria contro Sephora, Benefit e Lvmh: “Strategia di marketing insidiosa per spingere bambini e adolescenti all’acquisto compulsivo di cosmetici”

Al centro dell’indagine le comunicazioni rivolte ai più giovani e l’eventuale promozione di prodotti non testati per la loro fascia d’età da parte di Sephora, Benefit e LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l (tutte di proprietà del colosso del lusso LVMH)

di Beatrice Manca
Antitrust avvia un’istruttoria contro Sephora, Benefit e Lvmh: “Strategia di marketing insidiosa per spingere bambini e adolescenti all’acquisto compulsivo di cosmetici”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine nei confronti di grandi marchi del settore beauty per “possibili pratiche commerciali scorrette” ai danni di bambini e adolescenti. In particolare, l’Antitrust ha avviato due istruttorie verso Sephora, Benefit e LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l (tutte di proprietà del colosso del lusso LVMH) per aver adottato una strategia di marketing “insidiosa” con l’obiettivo di promuovere prodotti cosmetici in un’età precoce.

Le istruttorie dell’Antitrust

Secondo l’Autorità, i marchi in questione non avrebbero indicato chiaramente che i loro cosmetici non sono dedicati a un pubblico così giovane. Anzi, al contrario, ne avrebbero incentivato l’acquisto già a partire dai dieci, dodici anni di età. “Alla base dell’avvio dell’istruttoria ci sono l’omissione o l’ingannevolezza – si legge in un comunicato stampa dell’Agcm – anche sul web e presso i negozi Sephora, di informazioni rilevanti, quali avvertenze e precauzioni su cosmetici non destinati o testati su minori”. E ancora: “Le società avrebbero adottato una strategia di marketing particolarmente insidiosa, coinvolgendo giovanissime micro-influencer che esorterebbero i giovani, soggetti particolarmente vulnerabili, all’acquisto compulsivo di cosmetici”.

Cosa è la cosmeticoressia

Prosegue quindi il dibattito già iniziato con il fenomeno dei Sephora Kids: secondo l’Antitrust, i brand in questione potrebbero aver avuto un ruolo nell’incentivare la “cosmeticoressia”, cioè l’ossessione per la cura della pelle in età precoce. Un comportamento sempre più diffuso, che ha messo all’erta dermatologi e pediatri: gli attivi presenti in creme, maschere e sieri antiage non sono certo adatti alla pelle delicata di quell’età, e possono causare reazioni allergiche e irritazioni. “L’uso inconsapevole, frequente e combinato di una vasta gamma di cosmetici da parte di minori potrebbe avere effetti anche dannosi sulla loro salute”, sottolinea la nota. C’è poi un aspetto più insidioso, che riguarda lo sviluppo e la salute mentale: preoccuparsi così presto per il proprio aspetto a dodici anni è solo un gioco? In un’età di passaggio come la pubertà, i social e le pubblicità quanto condizionano il delicato rapporto con lo specchio?

Sephora Italia non ha rilasciato dichiarazioni sul tema: la replica è arrivata direttamente da LVMH, che in una nota stampa ha dichiarato l’impegno a “collaborare pienamente” con le autorità. Tuttavia LVMH non ha fornito ulteriori commenti alla stampa, citando l’indagine in corso. L’Autorità ha anche annunciato di aver svolto ispezioni nelle sedi di Sephora Italia S.r.l., LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l. e LVMH Italia S.p.A. con l’aiuto del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

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